schede piante

Mammillaria vetula ssp. gracilis cv. arizona snowcap

…una variante ibrida della mammillaria vetula:

mammillaria gracilis snowcup

E’ una variante ibrida della Mammillaria vetula gracilis (il nome della cultivar indica la provenienza) caratterizzata da mazzetti separati pieni di spine bianche.
E’ una cultivar molto particolare in quanto piena di spine nella parte superiore della pianta… aspetto che la fa assomigliare ad una palla di neve.

I fiori sono piccoli, lunghi circa 12 mm e di colore giallo crema con striature rosa.

mammillaria cultivar arizona snowcup dalle spine corte bianche ed alcune volte anche colorate
Particolare delle spine

Predilige un terreno minerale con un buon drenaggio, annaffiare con parsimonia durante i mesi estivi e mantenere asciutto in inverno.

Si tratta di una pianta a crescita lenta e una volta rinvasata, dovrebbe rimanere nella sua posizione e con il suo terreno per anni.
E’ molto resistente, in grado di tollerare pieno sole, lunghi periodi di siccità e gelo luce (-4 ° C).
Si può anche tenere in una zona in ombra, e nel caso di trasferimento al sole bisogna fare lo spostamento graduale altrimenti potrebbe bruciarsi.
Moltiplicazione esclusivamente per talea in primavera o in estate.

mammillaria gracilis cultivar

mammillaria gracilis spine corte

 

semina

Stimolare la germinazione dei semi

Prima di procedere con la semina delle nostre amate piante succulente, è opportuno effettuare uno di questi trattamenti sui semi per favornirne la germinazione:
  • ammollamento in acqua
  • piombatura con fitormoni
  • scarificazione
  • jarovizzazione.
L’ammollamento in acqua consiste nel far assorbire al seme l’umidità necessaria per iniziare la germinazione prima di essere posizionato nel substrato di coltura.
Occorre in questo caso immergere i semi in acqua, da mantenere alla temperatura di germinazione, per 12-48 ore. Nel caso di immersione dei semi per i periodi più lunghi occorre evitare che i semi siano totalmente  immersi appoggiandoli piuttosto su una spugnetta imbevuta oppure su una carta filtro ben bagnata.
Nel caso della piombatura con fitormoni, per anticipare la germinazione dei semi ed ottenere una germinazione completa, occorre immergere  i semi per 12-24 ore in una soluzione contenente acido naftalenacetico (NAA) ed eventualmente con l’aggiunta di un prodotto antiparassitario.
La scarificazione è un metodo che consente nel caso di semi particolarmente duri di favorire (Pediocactus, Sclerocactus, Opuntia ecc.) attraverso piccole incisioni oppure limature, la penetrazione dell’acqua.
Il procedimento può anche essere chimico.
In questo caso si immergono i semi in una soluzione di acido solforico di tipo commerciale e dopo una durata dell’immersione che dipende dalla specie dei semi, questi devono essere ben risciacquati con acqua corrente.
Trattandosi di acido, questo metodo deve essere eseguito con cautela per non danneggiare i semi nel caso in cui restino immersi nella soluzione per un tempo troppo lungo.
La jarovizzazione è invece una tecnica, ideata da Trofim Denisov Lisenko (1898-1976), che riduce il tempo del ciclo vegetativo di una pianta sottoponendone i semi, prima di metterla a dimora nel terreno, a basse temperature.
Questa tecnica consente di estendere più a nord la coltivazione di piante che richiederebbero per il loro ciclo vegetativo climi più caldi. Questo metodo è detto vernalizzazióne. In sostanza, con questa tecnica, la necessità di freddo di una specie, viene soddisfatta mantenendo a bassa temperatura i semi prima di avviare la germinazione.

 

coltivazione

I cactus epifiti

Al pari delle altre piante epifite, come le Orchidee, anche i Cactus epifiti vivono ospiti di altre piante, a cui si aggrappano, ma a differenza della totalità delle piante grasse, che a seguito di continui adattamenti fisiologici e morfologici hanno scelto di vivere in zone aride, caratterizzate da siccità, i cactus epifiti hanno optato per un habitat, non diciamo più confortevole, ma diverso, caratterizzato da un clima tropicale con foreste fitte di vegetazione.

Abituati in natura a convivere con folte vegetazioni, non prediligono il sole diretto, ma possibilmente luoghi in penombra, dove il sole arriva filtrato.
In quanto piante tropicali, i Cactus epifiti prediligono un clima mite, con temperature che mediamente oscillano tra i 10 ed i 20°C, anche se per brevi periodi sopportano temperature che si scostano sostanzialmente da questa fascia, prossime allo 0°C o ai 30°C.Sebbene in natura, avvinghiati alle altre piante.
Si accontentano di un substrato di fortuna e povero, grazie alla presenza di radici aeree che contribuiscono ad immagazzinare l’acqua, attingendola dall’umidità atmosferica, nutrendosi delle poche sostanze che riescono a reperire nell’atmosfera o tra i resti degli animali che popolano gli alberi, coltivati in cattività hanno bisogno di un terriccio leggero, soffice e drenante, a base di torba e sabbia.
Risulta idoneo un terriccio universale integrato con sabbia o argilla espansa nella misura del 35-40%, che deve conservarsi umido nel tempo, ma nello stesso tempo scongiurare i ristagni idrici.

Fioritura dei cactus epifiti

Tra i più comuni Cactus epitifi senza spine coltivati in vaso, ricordiamo gli Epiphyllum originari dell’America, caratterizzati da una fioritura interessante per dimensione e colori, con fiori che si aprono solo di giorno.
Questi Cactus epifiti, sebbene in natura vivono con molto poco o quasi niente, coltivati in cattività non disdegnano una regolare concimazione durante il periodo di intensa vegetazione, prediligendo un substrato costantemente ma leggermente umido, luce, ma non sole diretto, temperature che oscillano, tra i 10 e 20°C, salvo eccezioni e per periodi limitati.

curiosità, schede piante

Senecio peregrinus

Una pianta succulenta con rami dai quali “saltano” tanti delfini

Arriva dal Giappone questa insolita pianta succulenta che si caratterizza per avere la forma delle foglie simile a tanti piccoli delfini.
A differenza di altre piante, la Senecio Peregrinus assume questa forma con la crescita.

Pianta succulenta con foglie a forma di delfino
Senecio peregrinus



…non è curiosa!? 🙂

coltivazione

La zeolite: inerte per la coltivazione dei cactus

Il substrato di coltura delle piante succulente

Zeolite: inerte ideale per la coltivazione delle cactacee
Zeolite: inerte ideale per la coltivazione delle cactacee

E’ una roccia vulcanica ad elevata capacità di assorbimento d’acqua in virtù del prevalente contenuto di minerali quali la chabasite e la phillipsite.

La zeolite è molto usata in ambito florovivaistico
Data la sua struttura infatti, i nutrienti vengono rilasciati lentamente nel tempo e solo sotto richiesta delle piante.
La qualità della coltivazione quindi migliora perchè alle piante non vengono mai a mancare i nutrienti che oltretutto non vengono dispersi durante le annaffiature.

La zeolite non si compatta, ma mantiene lo stesso effetto drenante della pomice:

  • da una parte impedisce i ristagni idrici e i marciumi delle radici,
  • dall’altra permette l’aerazione del terreno quando asciutto.

Se volete saperne di più su questo materiale inerte, vi consiglio di leggere l’approfondimento “Le zeoliti e zeolititi – utilizzo per coltivazioni in agricoltura ed in floricoltura”

Zeolite 25kg (5-8mm)