CactusFollia

…tutto sulla coltivazione delle piante grasse e succulente


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Innesto da tubercolo

Innestare i cactus da tubercolo

Tempo fa su fb, sono comparse delle foto del mio amico Flavio Agrosi in cui si vedevano alcuni innesti di trichocereus (se non ricordo male) da tubercolo.

L’idea mi ha intrigato e così la scorsa primavera, ho deciso di tentare anch’io questo esperimento.
A distanza di qualche mese, ecco i risultati ottenuti innestando i tubercoli di alcuni trichocereus ibridi e variegati che avevo nella mia collezione di piante grasse.

Come innestare cactus partendo dal tubercolo. Tecnica ideale per riprodurre piante grasse dal portamento colonnare come i trichocereus.

Trichocereus ibrido variegato, acquistato lo scorso anno da Damiano Sergi di Meridional Cactus.

Trichocereus ibridi: innestato da tubercolo.

Spero che questi innesti giungano a fioritura prima delle rispettive piante madri… visto che non ho ancora visto il fiore! 🙂

 

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Boccioli e colori… (parte seconda)

Fioriture estive delle piante grasse e succulente.

Dopodomani parto per una settimana di ferie e ritorno giù a casa nel Salento insieme alla mia compagna Stefania.

Ovviamente le mie piante grasse hanno deciso di iniziare a fiorire proprio nella settimana in cui sarò fuori Roma.
Mi dispiace soprattutto perché sia la leuchtembergia principis che alcuni miei astrophytum stanno fiorendo contemporaneamente e volevo provare l’impollinazione incrociata interspecie… chissà magari con un pizzico di fortuna, potevo ottenere degli ibridi interessanti che in gergo vengono chiamati “astrobergia”.

Non mi resta che ammirare le fioriture:

Genere appartenente alla famiglia delle Cactaceae che comprende una sola specie: la Leuchtenbergia principis. Il suo nome pare derivi da Eugene de Beauharnais (1781 - 1824) o da Joseph de Beauharnais, duchi di Leuchtenberg, senza che tuttavia nessuno dei due avesse particolare fama di botanico.  Pianta originaria del Messico, la Leuchtenbergia ha grosse radici dalle quali si apre una rosetta di lunghi rigidi tubercoli a sezione triangolare simili a quelli dell'Agave che hanno all'apice un'areola da cui si apre a sua volta una rosetta di circa 8 spine di consistenza cartacea con una centrale più lunga. Quando i tubercoli basali seccano, lo staccarsi degli stessi dà vita ad un breve fusto.  Il fiore della Leuchtenbergia è imbutiforme e con molti petali; nasce dalle areole dei tubercoli giovani posti al centro della pianta ed ha un colore giallo con petali a volte rossastri all'esterno e un leggero profumo.  La Leuchtenbergia ha delle affinità genetiche piuttosto marcate con i Ferocactus, e sono state prodotte negli ultimi anni forme ibride tra i due generi (Ferobergia).

Doppia fioritura in Leuchtembergia principis innestata su myrtillocactus.

L'Astrophytum (Lemaire 1839) è un genere di pianta succulenta appartenente alla famiglia delle cactacee. Il suo nome deriva dal greco astèr (stella), per la caratteristica forma a costole che dall'alto lo fa somigliare ad una stella e phytòn (pianta). È originario di alcuni areali delimitati del Messico e vive normalmente in terreni semi-aridi e leggermente calcarei.  Gli Astrophytum hanno un fusto globuloso formato da quattro ad otto sezioni divise tra di loro da solchi più o meno profondi. I fiori gialli o giallo-rossi si sviluppano dalle areole presenti alla sommità del fusto.  L'elemento maggiormente caratterizzante gli Astrophytum rispetto alle altre cactaceae è la presenza di numerosi puntini bianchi in rilievo sparsi in misura più o meno rilevante sul fusto di tutte le specie appartenenti a questo genere. Il loro ruolo non è ancora stato ben definito dalla letteratura scientifica, tuttavia si ritiene che la loro funzione principale sia quella di favorire la mimetizzazione della piante negli ambienti rocciosi in cui sono normalmente inserite, allo scopo di ridurre la possibilità di distruzione da parte di animali fitofagi. Si ritiene che altre funzioni possano essere legate alla protezione del fusto dai raggi solari e alla capacità di trattenere più efficacemente l'umidità.

Astrophytum myriostigma nudum

L'Astrophytum (Lemaire 1839) è un genere di pianta succulenta appartenente alla famiglia delle cactacee. Il suo nome deriva dal greco astèr (stella), per la caratteristica forma a costole che dall'alto lo fa somigliare ad una stella e phytòn (pianta). È originario di alcuni areali delimitati del Messico e vive normalmente in terreni semi-aridi e leggermente calcarei.  Gli Astrophytum hanno un fusto globuloso formato da quattro ad otto sezioni divise tra di loro da solchi più o meno profondi. I fiori gialli o giallo-rossi si sviluppano dalle areole presenti alla sommità del fusto.  L'elemento maggiormente caratterizzante gli Astrophytum rispetto alle altre cactaceae è la presenza di numerosi puntini bianchi in rilievo sparsi in misura più o meno rilevante sul fusto di tutte le specie appartenenti a questo genere. Il loro ruolo non è ancora stato ben definito dalla letteratura scientifica, tuttavia si ritiene che la loro funzione principale sia quella di favorire la mimetizzazione della piante negli ambienti rocciosi in cui sono normalmente inserite, allo scopo di ridurre la possibilità di distruzione da parte di animali fitofagi. Si ritiene che altre funzioni possano essere legate alla protezione del fusto dai raggi solari e alla capacità di trattenere più efficacemente l'umidità.

Astrophytum myriostigma tricostatum

L'Astrophytum necessita di un terriccio molto poroso composto da terra, torba e sabbia, con una piccola aggiunta di calce agricola. Le annaffiature dovranno essere regolari avendo molta cura che non si formino residui di acqua, la terra dovrà essere molto asciutta tra una annaffiatura e l'altra perché la pianta è molto sensibile al marciume.  Durante il periodo invernale le annaffiature dovranno essere sospese del tutto e la pianta non dovrà essere esposta a una temperatura inferiore ai 4 °C. I rinvasi possono essere eseguiti anche ogni tre o quattro anni considerata la lentezza della sua crescita.  La riproduzione avviene per seme; il suo grosso seme andrà depositato, senza essere pressato, in un letto di terra mista a sabbia e mantenuto ad una temperatura di circa 21 °C: inizierà a germogliare in brevissimo tempo.

Astrophytum myriostigma cultivar onzuka

Ha normalmente da quattro a otto costolature ampie ricoperte di minuscoli ciuffi lanuginosi che a prima vista paiono piccoli puntini biancastri. Più raramente si trovano in natura esemplari a tre costolature o forme colonnari, spiraleggianti o nude, ovvero non dotate dei caratteristici punti bianchi che ricoprono il fusto. Accanto alle varietà naturali sono diffusi in coltivazione numerosi ibridi orticoli, tra i quali Astrophytum myriostigma cv.onzuka, caratterizzato da costolature molto ingrossate.

Onzuka… Semina del 2007

La Lophophora williamsii, conosciuta anche con il nome di peyote (dal nahuatl: peyotl ovvero pane degli dei) o mescal [1] , è una pianta succulenta originaria del continente centroamericano (sud ovest Texas e Messico). La prima analisi metodica del peyote fu pubblicata, nel 1886, dal farmacologo tedesco Louis Lewin. È una pianta che cresce in ambiente desertico ed è nota per le sue proprietà psicoattive, dovute alla presenza di alcaloidi, tra i quali la mescalina. È usato spesso come enteogeno e come componente essenziale per alcuni riti religiosi o altre pratiche tra le quali meditazione, psiconautica, psicoterapia psichedelica. I nativi americani lo usavano anche come farmaco; fuori dall'uso tradizionale è sovente utilizzato in ambito occidentale quale allucinogeno ricreativo.  La pianta presenta numerose infiorescenze globose di colore verde scuro tendente al grigio e numerose costolature, circa una decina, su cui crescono minute areole senza spine. In estate dalle areole sbocciano i fiori, di colore bianco o rosa, che presto si trasformano in frutti dalla forma allungata contenenti dei semi di colore scuro. Tali semi, ricchi di mescalina, venivano un tempo usati dai nativi americani come allucinogeno nei riti sciamanici.

Lophophora williamsii

ciao! 🙂

 


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Semi di astrophytum ibridi

Astrophytum senilis x capricorne

La semina è la tecnica che più si avvicina al mezzo con cui naturalmente le piante si moltiplicano con la diffusione dei semi, prodotti generalmente dalla fecondazione del fiore con il polline proveniente da altri fiori. La fecondazione avviene grazie al vento, agli insetti pronubi, o in floricoltura per l'intervento dell'uomo, tra piante della stessa specie o in qualche caso dello stesso genere, mentre più raro è il caso di generi diversi, come gli incroci tra orchidee dei generi Cattleya e Laelia. I semi prodotti da specie diverse, gli ibridi raramente danno vita a piante molto fertili. Il successo della semina dipende innanzi tutto dalla qualità e germinabilità dei semi utilizzati, poi dalla corretta preparazione del terriccio destinato al semenzaio e con la giusta profondità di semina, infine regolando l'umidità e la temperatura ai valori ottimali. La semina può avvenire nel campo, in precedenza preparato con la vangatura (lavorazione del terreno meccanica, o manuale effettuata con la vanga), in semenzaio nella serra, in contenitori vari. La germinazione avviene in un tempo più o meno rapido a seconda della specie e di fattori ambientali ed è il momento che necessita delle maggiori cure e attenzioni.

semi di Astrophytum

Un paio di settimane fa, alcune piante di astrophytum sono fiorite contemporaneamente e stamattina ho avuto una bella sorpresa!

Due piante di astrophytum (un senilis ed un capricorne) hanno prodotto i semi.

Ecco alcune foto:

Quando è il periodo giusto per seminare le piante grasse? è una domanda che mi è stata posta più volte.  Per rispondere come prima cosa bisogna sapere se si intende seminare all'aperto a temperatura ambiente e con la luce solare naturale, o se si desidera seminare in casa in ambiente controllato con luce artificiale neon.  Per seminare all'esterno bisogna aspettare che ci sia una buona luce, che la temperatura sia sufficiente (che non scenda sotto i 15 °C), e che assolutamente non ci siano più gelate, quindi il periodo migliore è Maggio o fine Aprile così che le piantine arrivino già cresciutelle a fine ottobre, quando inizia a fare freddo, a questo punto bisognerà comunque proteggerle in serra, anche una serra artigianale, che eviti che la temperatura scenda troppo, e che protegga dalla pioggia, comunque la crescita si fermerà durante l'inverno per riprendere verso Aprile ed è più probabile rispetto ad una semina in casa che alcune piantine non resistano all'inverno.

semi di astrophytum senilis

Per seminare con luce artificiale non c'è una regola precisa, si può seminare quando si vuole. Generalmente semino subito i semi prodotti tra Agosto e Ottobre in modo che abbiano quasi un anno di crescita attiva sotto le luci artificiali per poi metterli all'esterno durante la successiva bella stagione, ed in certi casi ad ottobre ritiro in casa le semine più delicate e proteggo dall'eccessivo freddo le altre per poi lasciarle definitivamente all'esterno dopo due anni. Ad esempio le semine in ambiente controllato di Gennaio 2008 non vedranno la luce solare sino ad Aprile 2009, questo perchè ho visto che semine di 5 mesi più giovani, ma tenute sempre sotto luce artificiale, sono cresciute meglio di semine più anziane, ma messe all'esterno appena la temperatura lo permetteva.  Poi ogni appassionato potrà regolarsi in base al clima di dove vive, in base al tipo di pianta seminata e alla qualità e quantità di semi (se sono pochi o vecchi, e meglio non rischiare con una semina all'aperto).  Preferisco di gan lunga la semina in casa con neon, perchè non condizionata da eventi atmosferici, perchè la temperatura è prevedibile (inverno 20-25 °C - estate 30-35 °C) e posso decidere le ore di luce con un timer (14-15 se l'ambiente è chiuso, 10-12 se c'è una finestra).   Volendo si può anche seminare all'esterno in primavera e poi ad Ottobre spostare sotto i neon, oppure ripicchettare in un nuovo contenitore i semenzali migliori da tenere così dentro casa in modo che continuino la crescita durante l'inverno, ma non condivido molto questa scelta perchè preferisco ripicchettare sempre il più tardi possibile, e dopo 5-6 mesi il rischio di perdere qualche pianta è troppo elevato.

dopo la raccolta dei semi

Chi vuole un po’ di questi semi? Li regalo volentieri! 🙂

 


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Astrophytum: impollinazione interspecie

Tentativi di ibridazione interspecie

Qui a Roma è scoppiato ormai il caldo africano… alle 10 di mattina in serra, ci sono già 32°C! …vien voglia di andare al mare!

Nell’attesa, ne ho approfittato della fioritura contemporanea di due piante grasse: un astrophytum ornatum ed un astrophytum asterias cv.superkabuto.

Astrophytum ornatum è una cactacea che fu descritta per la prima volta nel 1828  da Auguste Pyrame De Candolle e chiamata Echinocactus ornatus. E' una specie originaria di areali limitati in Messico (Stati di Querétaro, Hidalgo, Guanajuato e San Luis Potosí) ove cresce ad altitudini comprese tra gli 800 ed i 2.000 metri s.l.m. tra la macchia xerofitica e tra le rocce nei canyon oppure tra le rocce nei boschi di latifoglie. Nello stato di San Luis Potosí é segnalata inoltre una zona zona dover risulta essersi ibridato con altre specie di Astrophytum.  A. ornatum  ha  il corpo grigio-verde, dapprima cilindrico, poi con l'avanzare dell'età colonnare. Può infatti raggiungeree talvolta superare il metro di altezza. Il diametro è di circa 15-30 cm e se visto dall'alto  sembra una stella e da ciò deriva il suo nome. Ha 6-8 costolature più o meno ricoperte di scaglie bianco-argento che formano delle caratteristiche striature. Le costolature sono di solito diritte e talvolta spiralate. Sui bordi delle costolature sono presenti delle areole biancastre sulle quali crescono 5-12 spine non molto lunghe, diritte, gialle o brunastre. I fiori, diurni, giallo pallido, sono grandi 7-10 cm. di diametro e sbocciano più volte nella stagione a partire dall'inizio dell'estate.

Fioritura doppia di astrophytum ornatum

E' infatti caratterizzato da una simmetria perfetta e da areole setose che rafforzano la sua geometria perfetta. La bellezza inoltre è incrementata da puntinature più o meno presenti nel corpo che caratterizzano la specie e le numerosissime cultivar che sono state create grazie alla facilità con cui si ibrida. E' una cactacea globosa, senza spine, originaria del Messico nord-est (Stati di Nuevo León e Tamaulipas) e sud degli Stati Uniti (sud del Texas). L'habitat è caratterizzato da clima caldo temperato, ad una altezza al di sotto dei 500 metri s.l.m. anche se più frequentemente lo troviamo al di sotto dei 200 metri s.l.m. e in aree con precipitazioni medie di 500 mm l'anno. Astrophytum asterias cresce solitamente all'ombra di arbusti spinosi oppure in fessure di rocce e comunque in terreni tendenzialmente calcarei e talvolta in suoli argillosi oppure ghiaosi o salini oppure con PH piuttosto elevato. Ha un fusto pressoché sferico, anche se molto appiattito e concavo al centro del diametro di circa 15 cm in età adulta. Il colore è verde più o meno tendente al grigio con costolature (6-8) divise da solchi più o meno profondi  ed al loro centro si sviluppono delle grandi areole setose più o meno prominenti. I fiori, quasi sempre apicali, sono lunghi circa 3 cm. con un diametro di 6-7 cm dicolore giallo con la parte centrale di un bel rosso. Fra gli Astrophytum è sicuramente una delle specie a crescita più lenta ed è per questo che talvolta lo troviamo innestato per farlo crescere più velocemente.

Fiore di astrophytum asterias cultivar superkabuto

Mi sono armato di pennellino ed ho provato ad impollinare queste due piante.

Fra qualche giorno saprò se questa mia impollinazione incrociata interspecie è andata a buon fine… spero di si! 🙂

In genere, questo tipo di impollinazioni danno luogo ad ibridi interessanti, spesso variegati… staremo a vedere…

ciao!

 


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Astrophytum cultivars

La mia lista dei desideri

Girovagando su Facebook, ho avuto modo di conoscere in questi ultimi anni molti appassionati del genere Astrophytum.

Per ragioni molto pratiche, dato che fino all’anno scorso ero impegnato con gli studi universitari, molti di questi appassionati sono di gran lunga più avanti di me nella loro collezione… ma, ovviamente, non è una gara!

Vi posto quindi alcuni astrophytum della mia “lista dei desideri”:

Astrophytum Myriostigma Cv. Hanakago

Astrophytum Myriostigma Cv. Hanakago

asterias variegato

Asterias variegato

astrophytum cultivar giapponese

Astrophytum cultivar giapponese

Ibrido variegato di digitostigma, detto anche caput-medusae

Ibrido di Digitostigma

Astrophytum asterias superkabuto

Astrophytum asterias superkabuto “snow-white”

Coahuilense kikko

Coahuilense kikko

…oltre a tutte le cultivar di asterias dal fiore rosso!

Belle vero? 🙂