CactusFollia

…tutto sulla coltivazione delle piante grasse e succulente


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Astrophytum cultivars: si semina!

Semina di astrophytum cultivars

Oggi finalmente, sono arrivati i semi del mio amico Daniele Mongiat, appassionato e collezionista di cultivar di astrophytum.
I semi sono di sua produzione, qui potete vedere anche una galleria di foto delle sue piante in vendita.

Semi di astrophytum

Semi di astrophytum

Ecco i semi che ho scelto… in settimana andrò a seminarli, dopo aver preparato il terriccio.

1. caput-medusae (Digitostigma)
2. asterias starshape red flower x red flower
3. nudum wine red flower x red flower
4. shinshowa yellow x shinshowa yellow
5. asterias hanazono (100%)
6. superkabuto selection
7. kikko koh-yo ball x kikko koh-yo variegated selected
8. kikko koh-yo white x onzuka kikko
9. onzuka ball 3-ribs (100%)

Seguite questo articolo… vi aggiornerò presto sull’evoluzione della semina.

 


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Astrophytum cultivars

La mia lista dei desideri

Girovagando su Facebook, ho avuto modo di conoscere in questi ultimi anni molti appassionati del genere Astrophytum.

Per ragioni molto pratiche, dato che fino all’anno scorso ero impegnato con gli studi universitari, molti di questi appassionati sono di gran lunga più avanti di me nella loro collezione… ma, ovviamente, non è una gara!

Vi posto quindi alcuni astrophytum della mia “lista dei desideri”:

Astrophytum Myriostigma Cv. Hanakago

Astrophytum Myriostigma Cv. Hanakago

asterias variegato

Asterias variegato

astrophytum cultivar giapponese

Astrophytum cultivar giapponese

Ibrido variegato di digitostigma, detto anche caput-medusae

Ibrido di Digitostigma

Astrophytum asterias superkabuto

Astrophytum asterias superkabuto “snow-white”

Coahuilense kikko

Coahuilense kikko

…oltre a tutte le cultivar di asterias dal fiore rosso!

Belle vero? 🙂

 


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Astrophytum: “pianta a stella”

L’Astrophytum (Lemaire 1839) è un genere di pianta succulenta appartenente alla famiglia delle cactacee. Il suo nome deriva dal greco astèr (stella), per la caratteristica forma a costole che dall’alto lo fa somigliare ad una stella e phytòn (pianta). È originario di alcuni areali delimitati del Messico e vive normalmente in terreni semi-aridi e leggermente calcarei.

Gli Astrophytum hanno un fusto globuloso formato da quattro ad otto sezioni divise tra di loro da solchi più o meno profondi. I fiori gialli o giallo-rossi si sviluppano dalle areole presenti alla sommità del fusto.

L’elemento maggiormente caratterizzante gli Astrophytum rispetto alle altre cactaceae è la presenza di numerosi puntini bianchi in rilievo sparsi in misura più o meno rilevante sul fusto di tutte le specie appartenenti a questo genere. Il loro ruolo non è ancora stato ben definito dalla letteratura scientifica, tuttavia si ritiene che la loro funzione principale sia quella di favorire la mimetizzazione della piante negli ambienti rocciosi in cui sono normalmente inserite, allo scopo di ridurre la possibilità di distruzione da parte di animali fitofagi. Si ritiene che altre funzioni possano essere legate alla protezione del fusto dai raggi solari e alla capacità di trattenere più efficacemente l’umidità.”

Eccovi alcuni dei miei astrophytum:

L'Astrophytum necessita di un terriccio molto poroso composto da terra, torba e sabbia, con una piccola aggiunta di calce agricola. Le annaffiature dovranno essere regolari avendo molta cura che non si formino residui di acqua, la terra dovrà essere molto asciutta tra una annaffiatura e l'altra perché la pianta è molto sensibile al marciume.  Durante il periodo invernale le annaffiature dovranno essere sospese del tutto e la pianta non dovrà essere esposta a una temperatura inferiore ai 4 °C. I rinvasi possono essere eseguiti anche ogni tre o quattro anni considerata la lentezza della sua crescita.  La riproduzione avviene per seme; il suo grosso seme andrà depositato, senza essere pressato, in un letto di terra mista a sabbia e mantenuto ad una temperatura di circa 21 °C: inizierà a germogliare in brevissimo tempo.

Astrophytum asterias v.nudum

Astrophytum caput-medusae (Velazco & Nevarez) 2003 - Dapprima considerato genere a sé stante e nominato Digitostigma caput-medusae nel 2002, successivamente alcuni caratteri morfologici hanno fatto rientrare questa pianta nel genere Astrophytum. Il fiore è in tutto simile a quello dell'astrophytum myriostigma, tanto da far supporre inizialmente che questa specie fosse una deformazione genetica spontanea di quest'ultimo. La forma dell'Astrophytum caput-medusae è completamente diversa rispetto a quella degli altri astrophytum. Esso è caratterizzato da alcuni tubercoli che si dipartono da una radice carnosa e che portano sia i caratteristici puntini che le areole dalle quali si sviluppano i fiori e i frutti.

Particolare di astrophytum caput-medusae innestato

Astrophyutm coahuilense ((H. Möller) Kayser - Nell'aspetto il fusto è in tutto simile alla forma in habitat dell'astrophytum myriostigma, anche se presenta punti più numerosi e un colore più grisiastro di quest'ultimo. I fiori e i frutti sono invece del tutto simili a quelli dell'Astrophytum capricorne, tanto da rendere questa specie sistematicamente più affine all'Astrophytum capricorne piuttosto che al myriostigma.

Astrophytum coahuilense

Astrophytum myriostigma Lemaire 1839 (Messico) - Ha normalmente da quattro a otto costolature ampie ricoperte di minuscoli ciuffi lanuginosi che a prima vista paiono piccoli puntini biancastri. Più raramente si trovano in natura esemplari a tre costolature o forme colonnari, spiraleggianti o nude, ovvero non dotate dei caratteristici punti bianchi che ricoprono il fusto. Accanto alle varietà naturali sono diffusi in coltivazione numerosi ibridi orticoli, tra i quali Astrophytum myriostigma cv.onzuka, caratterizzato da costolature molto ingrossate.

Astrophytum myriostigma tricostatum (3 coste)

Astrophytum asterias (Zuccarini) Lemaire 1868 (Texas, Messico) - Ha fusto tondeggiante alto circa 5 cm ma con larghezza più ampia, le costolature sono appiattite e le areole sono disposte in modo da formare un disegno geometrico. Accanto alla specie che si ritrova in habitat sono state selezionate alcune varietà orticole di Astrophytum asterias, la più nota e identificabile delle quali ha nome

Astrophytum asterias superkabuto

Astrophytum myriostigma Lemaire 1839 (Messico) - Ha normalmente da quattro a otto costolature ampie ricoperte di minuscoli ciuffi lanuginosi che a prima vista paiono piccoli puntini biancastri. Più raramente si trovano in natura esemplari a tre costolature o forme colonnari, spiraleggianti o nude, ovvero non dotate dei caratteristici punti bianchi che ricoprono il fusto. Accanto alle varietà naturali sono diffusi in coltivazione numerosi ibridi orticoli, tra i quali Astrophytum myriostigma cv.onzuka, caratterizzato da costolature molto ingrossate.

Astrophytum myriostigma lotusland

Astrophytum myriostigma Lemaire 1839 (Messico) - Ha normalmente da quattro a otto costolature ampie ricoperte di minuscoli ciuffi lanuginosi che a prima vista paiono piccoli puntini biancastri. Più raramente si trovano in natura esemplari a tre costolature o forme colonnari, spiraleggianti o nude, ovvero non dotate dei caratteristici punti bianchi che ricoprono il fusto. Accanto alle varietà naturali sono diffusi in coltivazione numerosi ibridi orticoli, tra i quali Astrophytum myriostigma cv.onzuka, caratterizzato da costolature molto ingrossate.

Astrophytum myriostigma Onzuka

 

 

La mia collezione di Astrophytum

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Una piccola anteprima di alcuni miei astrophytum…

Il kohyo è una cultivar giapponese di astrophytum che presenta una variegatura molto bella.

Astrophytum myriostigma kikko koh-yo

L'hakuun è una delle cultivars giapponesi che presenta delle puntinature bianche sul corpo della pianta.

Astrophytum myriostigma hakuun

Questo è un ibrido interspecie tra un astrophytum myriostigma ed un digitostigma o caput-medusae.

Ibrido myriostigma x digitostigma

Questa pianta innestata presenta una variegatura molto bella.

Astrophytum myriostigma variegato

Varietà nuda dell'astrophytum kikko. Fiorisce regolarmente.

Astrophytum myriostigma kikko nudum

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Seminare le cactacee

Il substrato adatto alla semina

La composizione del substrato giusto per la semina delle piante succulenti è molto importante per una buona crescita delle plantule.

Substrato per piante grasse

Per la semina delle piante succulente preferisco utilizzare un terriccio prevalentemente minerale povero di materia organica e ricco quindi di materiali inerti quali: pomice, lapillo, pozzolana in pezzatura media-piccola (2-3 mm).
Come base per la maggior parte delle piante può essere utilizzato il terriccio per le cactaceae. Questo tipo di terriccio ha il pregio di essere meno soggetto a marciumi e muffe che tendono a svilupparsi negli ambienti umidi e che sviluppandosi  troppo velocemente potrebbero compromettere la crescita delle giovani plantule.
In altri forum di piante grasse, alcuni consigliano un substrato così composto: 40% sabbia di granulometria media, 30% di torba fine, 10% vermiculite, 10% pomice, perlite o silice e 10% terra da giardino.
Personalmente, per quanto riguarda i materiali inerti, mi son sempre limitato a utilizzare la pomice, il lapillo e la pozzolana ed in più l’aggiunta di un po’ di vermiculite.

Per limitare muffe e marciumi e per tenere sotto controllo lo sviluppo di piccole alghe, consiglio anche di ricoprire la superficie con un sottile strato di materiale inerte di diametro non superiore ai tre millimetri (es. lapillo di fine granulometria oppure sabbia quarzifera del tipo utilizzato per gli acquari).

Il  contenitore inoltre deve essere disinfettato e lavato accuratamente con una soluzione di ipoclorito di sodio (varechina) ed in caso riutilizzate parte del terriccio, conviene anche sterilizzarlo metterndolo in un piccolo fornetto a 200 gradi per 10-15 minuti.

Come si semina

E’ preferibile utilizzare contenitori di materiale plastico non molto profondi (fatta eccezione per alcuni generi come ad es. Ariocarpus, che avendo radice a fittore ed essendo preferibile non trapiantarli prima di alcuni anni è preferibile utilizzare contenitori più profondi) e riempirli del substrato fino ad un centimetro dal bordo pressando leggermente il terriccio e stendendo poi sulla superficie un sottile strato di materiale inerte.
A questo punto è possibile iniziare la semina.

Il fitostimolante 66F favorisce una migliore crescita delle plantule ed aiuta ad ottenere buone semine di piante grasse.

Lo stimolante 66F prodotto dalla Gobbi

La maggioranza dei cactus ha semi minuti e pertanto devono essere seminati in superficie mentre i semi di dimensioni maggiori vanno parziamente coperti sempre con il materiale inerte che abbiamo utilizzato.
Ora possiamo immergere i contenitori in una soluzione di acqua con un prodotto anticrittogamico alle concentrazioni indicate dal produttore… in genere aggiungo anche uno stimolante quale per esempio il 66F che si può trovare facilmente nei vivai specializzati, molto spesso utilizzato per la coltivazione dei bonsai.
Quando il substrato di semina sarà ben umido il contenitore dovrà essere posto in un sacchetto trasparente e sigillato oppure posto in una seminiera riscaldata.

Un altro aspetto da non sottovalutare sono le ore di luce nell’arco del giorno… ovvero il fotoperiodo.
Per le piante succulente in genere, il fotoperiodo va dalle 11 alle 14 ore di luce al giorno, ed associando a questo fattore l’utilizzo di lampade al neon (per intenderci come quelle usate per gli acquari che riproducono l’intero spettro solare richiesto dai semi) possiamo ottenere una buona semina.
Occorre in questa fase fare attenzione al fotoperiodo, cioè alle ore di luce nell’arco del giorno. I semi hanno infatti una sorta di “orologio” interno che gli consente di germinare nella stagione in cui avrà le maggiori probabilità di sopravvivere.
Dopo la germinazione, che avverrà con tempi diversi a seconda della specie, inizia il periodo più critico per le giovani piante, dette anche plantule.
Le plantule si devono infatti abituare gradualmente al sole che, nei primi periodi della crescita, non deve essere troppo intenso altrimenti le giovani piante diventerebbero rosse (eccesso di sole), oppure al contrario potrebbero crescere poco e diventare troppo sottili e “filate” per carenza di sole.

Per approfondire questo argomento, leggete anche quest’altro mio articolo.

Buona semina!