CactusFollia

…tutto sulla coltivazione delle piante grasse e succulente


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Liquore a base di fichi d’india

…in piena stagione… direi di approfittarne!

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Dopo la ricetta della marmellata di fichi d’india, che spero vi sia piaciuta, ecco come fare il liquore!

Ingredienti:

  • 500 cc. di alcool a 95°
  • 8-10 fichi d’india rossi
  • 250 grammi  di zucchero
  • 500 cc. di acqua
  • aroma vaniglia
  • colorante rosso

Preparazione:
Si prendono i fichi d’india e dopo averli privati della buccia (incidere prima i lati e poi effettuare un taglio centrale per sollevare la polpa) e si mettono a macerare in un vaso a chiusura ermetica unitamente all’alcool agitando di tanto in tanto.
Dopo una settimana, quando l’alcool ha assunto un colore intenso rosso, si tolgono i fichi d’india  e si filtra l’alcool utilizzando un canovaccio. Si mette l’acqua insieme allo zucchero e mettendolo in una pentala sul fornello si prepara uno sciroppo. Raffredato lo sciroppo si unisce l’infuso alcolico, si aggiunge pochissimo aroma di vaniglia e se di desidera stabilizzare il colore (altrimenti diventerebbe giallastro) si…

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Nomi comuni delle piante grasse

Dotata di radici molto grosse, la Lophophora è caratterizzata da un fusto globulare, con protuberanze arrotondate dotate di areole dall'aspetto di peluria lanosa molto evidente, in special modo nell'areola centrale dalla quale spuntano piccoli fiori di colore rosa, bianco o giallo contenenti pochi semi neri.

Lophophora williamsii (Peyote)

Molte delle piante grasse e succulenti che coltiviamo sono meglio conosciute con il loro nome comune piuttosto che con il nome scientifico… vediamone alcuni:

  • Echinocactus grusonii: Cuscino della suocera,
  • Schlumbergera: Cactus di Natale,
  • Lithops: Sassi o pietre viventi,
  • Echinopsis: Luna di miele,
  • Sanseveria: Lingua della suocera,
  • Lophophora williamsii: Peyote (= pane degli dei),
  • Trichocereus pachanoi: San Pedro,
  • Aporocactus: Coda di topo,
  • Hildewinteria colademonosis: Cosa di scimmia,
  • Senecio rowlejanus: il rosario,
  • Astrophytum myriostigma: Berretta del vescovo,
  • Euphorbia milii: Spina di Cristo,
  • Homalocephala texensis: azzoppa cavalli (Horse Crippler),
  • Pachypodium lamerei: Palma del Madagascar,
  • Carpobrutus edulis: Unghia di strega.

Se conoscete altri nomi, segnalateli pure nei commenti… grazie!

15 settembre 2017: Ringrazio finora tutti coloro che continuano a segnalarmi altri nomi comuni, su Facebook, via email… potete farlo anche qui, inserendo un commento all’articolo. 🙂


Lithops optica ssp.rubra

sempre bello…

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Una sottospecie decisamente “insolita”

La coltivazione non è delle più facili, come tutte le lithops teme l’umidità.
Preferire quindi un terreno sabbioso che si asciuga rapidamente, tenere in vasi piccoli in modo che il pane di terra si asciughi velocemente.
Il fiore è di piccole dimensioni rispetto alle altre della stessa specie di colore bianco.
La temperatura ideale di coltivazione oscilla tra 25 °C  e 4 °C
Esposizione al sole, mezz’ombra o pieno sole filtrato
Crescita lenta, cambia le foglie una volta all’anno
Dare poca acqua in estate, nessuno in inverno (in coltivazione)
La propagazione avviene, nella maggior parte dei casi, per seme.
I frutti come tutte le lithops si aprono quando l’umidità raggiunge livelli ideali per far germinare i semi. Per noi che vogliamo raccoglierli invece basterà lasciarli in acqua per qualche minuto che le tasche del frutto si apriranno e sul fondo del contenitore si raccoglieranno i piccoli semi (1mm).

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Senecio peregrinus

Una pianta succulenta con rami dai quali “saltano” tanti delfini

Arriva dal Giappone questa insolita pianta succulenta che si caratterizza per avere la forma delle foglie simile a tanti piccoli delfini.
A differenza di altre piante, la Senecio Peregrinus assume questa forma con la crescita.

Pianta succulenta con foglie a forma di delfino
Senecio peregrinus
…non è curiosa!? 🙂