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Il germinatoio per le semine invernali

Come costruire il germinatoio per le semine invernali

Premetto che al momento, data la mancanza di tempo e di denari, sto seminando in un germinatoio “di fortuna”, rimasto inutilizzato negli ultimi 3-4 anni e ritornato “operativo” solo da qualche giorno.

Il germinatoio per la semina invernale delle piante grasse

In questo articolo però, vi voglio segnalare una serie di suggerimenti e proposte interessanti su come costruire ex-novo un proprio germinatoio per seminare le nostre piante succulente anche nel periodo invernale.

La maggior parte dei seguenti consigli proviene dal forum Cactipedia e sono un sunto dei suggerimenti e delle esperienze di tanti appassionati cactofili.

Ecco invece come ho iniziato anch’io a seminare in inverno senza germinatoio… una soluzione molto “improvvisata” ed “economica”! 😀 ahahah

Buona lettura e… in bocca al lupo con le vostre semine! 🙂

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Semine pasquali… le plantule crescono!

…aggiornamento…

L'Astrophytum (Lemaire 1839) è un genere di pianta succulenta appartenente alla famiglia delle cactacee. Il suo nome deriva dal greco astèr (stella), per la caratteristica forma a costole che dall'alto lo fa somigliare ad una stella e phytòn (pianta). È originario di alcuni areali delimitati del Messico e vive normalmente in terreni semi-aridi e leggermente calcarei.  Gli Astrophytum hanno un fusto globuloso formato da quattro ad otto sezioni divise tra di loro da solchi più o meno profondi. I fiori gialli o giallo-rossi si sviluppano dalle areole presenti alla sommità del fusto.  L'elemento maggiormente caratterizzante gli Astrophytum rispetto alle altre cactaceae è la presenza di numerosi puntini bianchi in rilievo sparsi in misura più o meno rilevante sul fusto di tutte le specie appartenenti a questo genere. Il loro ruolo non è ancora stato ben definito dalla letteratura scientifica, tuttavia si ritiene che la loro funzione principale sia quella di favorire la mimetizzazione della piante negli ambienti rocciosi in cui sono normalmente inserite, allo scopo di ridurre la possibilità di distruzione da parte di animali fitofagi. Si ritiene che altre funzioni possano essere legate alla protezione del fusto dai raggi solari e alla capacità di trattenere più efficacemente l'umidità.
Plantule di cultivar di astrophytum

Ad un mesetto dalla semina, le plantule dei miei astrophytum continuano a crescere.
Per il momento non sono ancora “caratterizzate” ma ho notato che qualche semenzale è più chiaro di altri… magari sarà variegato!

Appena le temperature minime si stabilizzano, qui a Roma raggiungono ancora i 14° C, procederò con qualche innesto… utilizzando magari come portainnesto i pereskiopsis o qualche eriocereus o myrtillocactus seminati l’anno scorso.

I vasetti sono ormai da una settimana senza il sacchetto utilizzato per le prime settimane. Li ho solo coperti con un pezzo di policarbonato bianco e posizionati in uno scaffale riparato all’interno della serra che riceve parzialmente il sole in alcuni momenti della giornata.

Presto vi aggiornerò sui nuovi sviluppi.

Intanto, se siete curiosi, potete leggere l’articolo relativo alle semine pasquali.

Buona semina! 🙂

 

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Semine pasquali

Per seminare all'esterno bisogna aspettare che ci sia una buona luce, che la temperatura sia sufficiente (che non scenda sotto i 15 °C), e che assolutamente non ci siano più gelate, quindi il periodo migliore è Maggio o fine Aprile così che le piantine arrivino già cresciutelle a fine ottobre, quando inizia a fare freddo, a questo punto bisognerà comunque proteggerle in serra, anche una serra artigianale, che eviti che la temperatura scenda troppo, e che protegga dalla pioggia, comunque la crescita si fermerà durante l'inverno per riprendere verso Aprile ed è più probabile rispetto ad una semina in casa che alcune piantine non resistano all'inverno.Semina di astrophytum cultivars

Per seminare con luce artificiale non c'è una regola precisa, si può seminare quando si vuole. Generalmente semino subito i semi prodotti tra Agosto e Ottobre in modo che abbiano quasi un anno di crescita attiva sotto le luci artificiali per poi metterli all'esterno durante la successiva bella stagione, ed in certi casi ad ottobre ritiro in casa le semine più delicate e proteggo dall'eccessivo freddo le altre per poi lasciarle definitivamente all'esterno dopo due anni. Ad esempio le semine in ambiente controllato di Gennaio 2008 non vedranno la luce solare sino ad Aprile 2009, questo perchè ho visto che semine di 5 mesi più giovani, ma tenute sempre sotto luce artificiale, sono cresciute meglio di semine più anziane, ma messe all'esterno appena la temperatura lo permetteva.Approfittando della bella giornata, ho iniziato a seminare una manciata di semi ottenuti da alcuni miei astrophytum l’anno scorso.

Si tratta per lo più di cultivars di astrophytum o piante ibride, ottenute con impollinazione incrociate.

Ho messo tutti i semi a bagno per una mezza giornata circa, separandoli ovviamente per specie, in acqua con previcur e stimolante 66F.
Messi quindi ad asciugare, ho utilizzato un terriccio che in realtà era di risulta di vecchie semine dell’anno scorso.
La superficie del terriccio nei vasi, è stata poi ricoperta con della ghiaietta fine e leggero acquistata in comune negozio per acquari.

 

 

 

Eccovi alcune foto dei miei astrophytum finora germinati…

Quando decidiamo di seminare piante grasse, possiamo fare come avremmo fatto per qualsiasi altra pianta, ossia prendere vaso, terra, semi e seminare... avremo buoni risultati. Ma con il passare del tempo vi renderete conto, che c'è bisogno di ottimizzare la resa dei semi, ed in particolare lo spazio occupato dalle semine. Per resa dei semi intendo percentuale di germinazione e cosa più importante percentuale di piante che arrivano a 2-3 anni di vita, e che quindi in questo lasso di tempo non vengono attaccati da funghi, coperti di alghe o mangiati da più o meno simpatici animaletti. Anche lo spazio occupato dipende in qualche modo da questo perchè in una contenitore di 7x7 cm posso seminare e far arrivare a 2 anni di vita 25 piantine, ma se la resa non è ottima avrò ad es 10 piantine, e alla fine dei conti è un peccato, in 10 contenitori (e quando inizierete a seminare vi renderete conto che 10 contenitori di semine sono pochi :D) avrete 100 piantine e non 250, come invece potevate avere nello stesso spazio occupato.
La sterilizzazione comporta un'eliminazione completa, totale, di organismi più o meno grandi, di batteri, virus, alghe, funghi, e delle loro spore (si usa ad es per i ferri chirurgici).  La disinfezione invece non elimina completamente, ma abbassa di molto la quantità di questi patogeni dall'oggetto disinfettato (ad es. quando versa acqua ossigenata su una ferita).

Se volete approfondire l’argomento “semine”, potete leggere questi altri due articoli:

 

Aggiornamento del 5 maggio

Oggi ho controllato di nuovo i sacchetti delle semine.
Mi sono limitato a ripicchettare alcune plantule che erano posizionate sul bordo del vasetto ed ho tolto la maggiorparte dei gusci dei semi vuoti.

Per il momento, lascerò ancora i vasetti chiusi nei sacchetti in modo ermetico stando attento a mantenere la giusta umidità e a non far insorgere muffe.

Ecco quindi le foto aggiornate:

Il “superkabuto” è la cultivar più nota della specie Asterias ed è caratterizzata da puntini in rilievo sul corpo particolarmente abbondanti e ampli, tali da dare a tutta la pianta un aspetto bianco lanuginoso.
Astrophytum asterias cultivar superkabuto
Le origini dell’Astrophytum myriostigma cv. Onzuka risalgono al 1970 quando il signor Tsutomu Onzuka incrociò un Astrophytum myriostigma tricostato con un A. myriostigma var. nudum e ripetendo gli incroci tra le progenie di A. tricostati e myriostigma quadricostati var. nudum.
Astrophytum myriostigma forse variegati + kikko

…ed ora varie semine della cultivar “kikko” ottenute tutte dalla stessa pianta ma in periodi diversi:

Il risultato finale, che oggi possiamo ammirare sotto le più svariate forme e disegni, fu quello di ottenere una pianta ricoperta da una trama fittissima di spot.

Un ibrido è un incrocio di una pianta con specie differenti finalizzata ad ottenere una nuova varietà  con caratteristiche migliori o quantomeno diverse rispetto a quelle di partenza (es. fiori più grandi o con sfumature e colore diverso, maggiore resistenza alle malattie, nuovi disegni… vedi in particolare la specie degli astrophytum ecc.). Un ibrido è quindi una pianta ottenuta incrociando i gameti di due genitori diversi. Se incrociamo due varietà di una stessa specie, otterrò una pianta che verrà identificata con il nome cosi formato: Genere specie var. madre x var. padre. Se invece incrociamo due specie diverse, si otterrà: Genere specie madre x specie padre.

Si parla invece di cultivar quando abbiamo un gruppo di piante coltivate che hanno determinate caratteristiche selezionate dall’uomo e derivanti da diverse cause (da mutazione genetica, da una ibridazione, da un innesto, da una clonazione.) Il nome delle cultivar viene indicato fra virgolette singole e con l’iniziale maiuscola.
Buona semina! 🙂