schede piante

Graptopetalum paraguayense

…alias “graptopetalo” 🙂

ETIMOLOGIA
Il nome del genere è coniato dall’unione dei termini greci antichi graptós (disegnato, segnato) e pétalon (petalo), per i petali segnati da finissime punteggiature rosse. L’epiteto specifico paraguayensis (del Paraguay) è stato dato in quanto all’inizio si riteneva erroneamente che questa specie fosse originaria di quel paese.

Graptopetalo

Il graptopetalo è una pianta erbacea succulenta affine a quelle dei generi Sedum ed Echeveria (nei quali viene tuttora inclusa da alcuni autori e con le quali tende facilmente ad ibridarsi), alta fino a 20-30 centimetri, originaria dello stato di Tamaulipas, nel nord-est Messico, con steli carnosi e succulenti che portano rosette di foglie disposte in modo spiralato.
Nei climi a stagione invernale fredda deve essere coltivata in vasi e panieri appesi, mentre nei climi più miti, dove le temperature minime non scendono al di sotto dello zero, può vivere anche all’aperto, comportandosi da tappezzante. n questo caso non va però calpestata perchè gli steli e le foglie sono piuttosto fragili e tendono a spezzarsi facilmente.

È una pianta di facilissima coltivazione, che richiede pochissime cure e sopporta molto bene le basse temperature, purchè pianta e terreno siano tenuti asciutti. Tuttavia sopravvive meglio se in inverno viene posta in una serra fredda oppure in un riparo di fortuna, rigorosamente non annaffiata. In estate va invece sistemata in una posizione dove possa ricevere quanto più sole possibile e deve essere annaffiata abbondantemente, lasciando però asciugare il terreno tra un intervento irriguo e l’altro. Il terriccio deve essere ricco ed umifero ma molto ben drenato, perchè il ristagno idrico è deleterio per questo tipo di piante.
Non è soggetta a particolari malattie e può essere facilmente moltiplicata sia per talea apicale (staccando una rosetta e ripiantandola oppure ripiantando parti della pianta eventualmente rotte) sia per talea di foglia: infatti basta appoggiare una singola foglia sul terreno che dopo poche settimane si sarà formata una nuova piantina. Le talee vanno annaffiate solo quando hanno già emesso le radici, pena l’insorgere di fenomeni di marciume.
Altro inconveniente è che come la pianta matura tende a perdere le foglie lasciando un fusto nudo con poche foglie alla sua estremità. In questo caso per rinnovare la vegetazione basta tagliare i gambi e ripiantarli, sempre annaffiando solo a radicazione avvenuta.

graptopetalo fiori

I fusti sono turgidi e carnosi, di colore grigio-marrone, fittamente intricati tra loro. Le foglie sono persistenti e carnose, disposte a rosetta, sessili, di forma da triangolare ad ellittica, ricoperte da una sostanza pruinosa, di colore variabile dal grigio al blu pallido al verde, tutti tendenti verso il rossastro quando la pianta riceve l’insolazione estiva.
Come gli steli si allungano o toccano il terreno e tendono a radicare molto facilmente, consentendo l’allargamento della pianta in modo orizzontale, oppure nei vasi tendono a ricadere verso il basso, dando alla pianta un piacevole aspetto ‘piangente’. Ciò rende questa pianta adatta ad essere coltivata in panieri appesi.

I fiori sono piccoli e stellati, simili a quelli di alcuni Sedum, bianchi, con 5 petali finemente percorsi da punteggiature rosse, raccolti in rade infiorescenze che compaiono in maggio-giugno.

 

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Realizzare un appendivasi per le nostre hoya

Un originale appendi-vasi “fatto a mano” per tutte le piante succulente dal portamento ricadente

In questo tutorial, vi spiegherò come creare un appendivasi per le nostre piante grasse dal portamento ricadente quali crassule, hoya ecc.
La realizzazione è veramente molto semplice ed il materiale utilizzato è poco ed economico.

Materiale usato: portavasi, spago colorato (circa 3 mm di diametro) o una corda a vostro piacimento, gancio a S.

Un appendivasi molto carino ed economico per le piante succulenti dal portamento ricadente.
Passo 1: Il primo nodo al centro del portavasi

Innanzitutto tagliate 4 pezzi di corda o spago della stessa lunghezza.
In questo tutorial, ho fatto 4 pezzi da 1 metro ciascuno ma, la lunghezza dipende soprattutto dal diametro del portavasi e dall’altezza che volete dare al portavasi una volta appeso… fate diverse prove.

Passo 1: Capovolgete il portavasi ed annodate le quattro corde ottenute al centro della loro lunghezza.
Posizionate poi il nodo creato al centro del fondo del portavasi.

Annodando le varie corde si inizia ad ottenere la trama che sosterrà poi il portavasi per appendere le nostre hoya, crassule ecc.
Passo 2: Secondo nodo in linea con il bordo inferiore del portavasi.

Passo 2: A questo punto, prendete due estremi di una corda ed annodateli tra loro facendo attenzione a posizionare il nodo leggermente al di fuori del bordo inferiore del portavasi.

Le hoya, le crassule e più in generale tutte le piante succulente dal portamento ricadente possono essere appese con dei portavasi.
Passo 3: Continuo a fare gli altri nodi fino ad arrivare al quarto.

Passo 3: Continuo in questo modo a fare tutti gli altri tre nodi fino a completare i quattro nodi che si posizioneranno alla base del nostro portavasi.

Le piante grasse come le hoya, le crassule ed altre si adattano molto bene alla coltivazione su portavasi appesi. Infatti il loro portamento in genere è ricadente o rampicante.
Passo 4: I quattro nodi alla base del nostro portavasi

Passo 4: I quattro nodi alla base del portavasi daranno maggiore stabilità al vaso appeso ed eviteranno lo spostamento, soprattutto durante le giornate ventose.

Le piante succulente dal portamento ricadente o rampicante possono adattarsi alla coltivazione con dei vasi appesi.
Passo 5: Continuando a fare i nodi si inizia ad intravedere la “trama” di spago che sosterrà il portavasi.

Passo 5: Ora dovete prendere due fili, uno proveniente da un nodo e l’altro filo proveniente dal nodo accanto.
Annodateli insieme e procedete in questa maniera anche per gli altri fili.
Se il portavasi non è troppo grande, questa seconda “fila” di nodi dovrebbe posizionarsi a circa la metà dell’altezza del portavasi.

Un tutorial molto semplice per creare un portavasi appeso solo con l'uso di spago colorato e qualche nodo.
Passo 6: Il risultato finale!

Passo 6: Ultimo passo!
Continuate ad annodare a coppia i fili (come visto nel passo 5), posizionando i nodi poco al di sopra del bordo superiore del portavasi.
Fatti tutti e quattro i nodi, capovolgiamo il portavasi, posizioniamo bene l’intreccio di spago che abbiamo appena creato ed annodiamo insieme tutti i fili alla fine.

Et voilà! …il gioco è fatto!

Il portavasi intrecciato in questo modo si può appendere con l’utilizzo di un gancio a S e coltivare tutte le nostre piante succulenti dal portamento ricadente o rampicante.

Visto com’è semplice e… sicuramente di bell’effetto, no?

…ciao! 🙂