reportage

Boccioli e… colori!

Le mie piante grasse si preparano a fiorire! 🙂

E’ ormai primavera anche se qui a Roma, le temperature minime arrivano ancora vicine ai 14° C.

Le piante succulente si preparano a fiorire ed eccovi quindi le foto dei loro boccioli… in attesa di scoprire il colore del fiore:

Il ferocactus glaucescens è una succulenta di forma globosa, a crescita cilindrica, che può arrivare a dimensioni considerevoli (3 m di altezza e 60 cm di diametro, nel suo habitat naturale). Sulle 14 costolature sono presenti numerose spine, appuntite e robuste, di colore che va dal bianco al giallo. I fiori spuntano d'estate, all'apice del fusto e sono di colore giallo; i sepali presentano striature rosse. Non fiorisce facilmente in coltivazione; si consiglia di piantarle in vasi da 12 cm di diametro massimo, non sono piante difficili e le cure sono quelle riservate alle cactaceae originarie dei deserti.
Ferocactus glaucescens
Il trichocereus spachianus è una pianta succulenta con fusto corto, a colonna e costolature fitte, eretto, con scarso sviluppo laterale. Può raggiungere, in coltivazione, circa 2 m di altezza e assume una colorazione biancastra.  D'estate, sulle piante adulte, appare la fioritura che presenta grandi fiori bianchi, notturni, che perdurano fino al mattino successivo e poi appassiscono. Purtroppo non sono profumati.
Trichocereus spachianus

…ed ovviamente non potevano mancare le mie piante preferite:

L'astrophytum capricorno è una piccola cactacea di aspetto globoso, con fusto verde-grigiastro, cosparso di piccole scaglie argentee, con 7-9 costolature pronunciate, sui bordi delle quali spuntano areole brunastre, cotonose, provviste di 5-10 lunghe spine. All'inizio dell'estate, alla sommità del fusto, sbocciano fiori imbutiformi gialli, con gola rossastra.
Astrophytum capricorne
L'astrophytum senile è un cactus globulare, a costole pronunciate e spine larghe e flessibili. I suoi fiori sono grandi, oltre 6 cm di diametro, color giallo brillante con centro rosso. La pianta è nativa del Messico, cresce abitualmente sui terreni rocciosi.
Astrophytum senilis
L'astrophytum crassispinoides è una cultivar molto conosciuta e diffusa. La principale caratteristica di questa pianta grassa, rispetto agli altri cactus della famiglia astrophytum, è la colorazione del fiore completamente gialla.
Astrophytum crassispinoides – cultivar particolare dal fiore completamente giallo

…e “dulcis in fundo”, una pianta che vedrò fiorita per la prima volta, coltivata da seme:

Questo cactus è tra le specie più facili da coltivare e da propagare. Indicato per l’esposizione in pieno sole, annaffiatura regolare da marzo ad ottobre. Ha bisogno di un buon drenaggio e di essere coltivata in un luogo fresco durante il riposo invernale. Senza questo periodo invernale freddo che normalmente non otterranno molte gemme.
Echinocereus pentalophus v. leonensis

Non vedo l’ora di vedere i fiori! 🙂

 

coltivazione, reportage

Spulciando nel mio hard-disk… (2a parte)

Eccovi un altro “assaggio” di alcune mie piante grasse ripescate da un vecchio hard-disk… spero vi piacciano! 🙂

Il genere Mammillaria è il più numeroso e diffuso genere di piante appartenenti alla famiglia delle Cactaceae. Ad esso appartengono oltre 300 specie di piante, diverse per caratteristiche e struttura. Il nome deriva dal greco mamilla (mammella) in riferimento alla forma dei tubercoli più o meno grandi presenti in ogni specie.
Mammillaria rekoi spp.rekoi
Le piante hanno tutte fusti globulari o cilindrici solitamente bassi; possono essere sia ramificanti che accestenti. I tubercoli, di forma varia (cilindrici, conici, tetragonali), sono forniti di un'areola più o meno lanosa provvista di spine. Queste, differenziate in radiali e centrali, hanno forma, lunghezza e consistenza le più varie. In molte specie del genere una o più spine centrali sono uncinate. La robustezza di alcune di esse è tale da essere utilizzate, dalle popolazioni locali, come ami da pesca. Tra i tubercoli vi è l'ascella, a seconda delle specie glabra o lanosa. Da qui avviene la fioritura che nel genere Mammillaria è periapicale (in altre specie di cactaceae la fioritura è areolare). Il fiore è piccolo (ma alcune specie hanno fioriture vistose per dimensioni e colore dei fiori), di colore rosa o fucsia o bianco o giallo (verde nella M. marksiana)o variegato. L'anno successivo alla fioritura l'ascella fiorita emetterà il frutto, generalmente allungato e di color rosso (può essere anche verde pallido, giallo, bruno), edule in alcune specie. L'apice è generalmente lanoso. Alcune specie di Mammillaria, appartenenti al sub genere Galactochylus (Mammillaria s.s.), se incise emettono un lattice di aspetto simile a quello delle euphorbiae.
Setiechinopsis mirabilis… i fiori si aprono di notte.
Il genere Euphorbia L. comprende un vasto numero di piante dicotiledoni della famiglia delle Euphorbiaceae, erbacee o legnose a seconda della specie.  Il termine Euphorbia deriverebbe dal nome del medico greco Euphorbus, che utilizzava il succo lattiginoso prodotto da queste piante nelle sue pozioni. Era il medico personale di Giuba II e fu questo dotto sovrano a denominare così in suo onore la pianta, all'interno di un trattato che scrisse per illustrarne le virtù terapeutiche.
Particolare di seme di Euphorbia greenway
Thelocactus - Pianta della famiglia delle Cactacee il cui nome è formato dal greco "thelè", che vuol dire "capezzolo", e da cactus, che si riferisce ai grossi tubercoli posti sulle costolature della pianta.  Originaria del Messico e dell'America meridionale, la thelocactus ha forma arrotondata o leggermente ovoidale con costolature appiattite e ricoperte da tubercoli molto evidenziati le cui cime sono munite di grosse spine aureolari. Comprende 17 specie.  La coltivazione di questa pianta (come quella di tutte le cactacee), vuole un terriccio molto drenante, composto da terra concimata e da sabbia grossolana in modo da permettere un buon drenaggio e impedire il ristagno dell'acqua che causerebbe il marciume del fusto.  Le thelocactus devono essere piantate in vasi non molto grandi, di una misura appena superiore alla pianta, ma siccome la loro crescita è abbastanza rapida, necessiterà di un rinvaso che avverrà in primavera, almeno ogni due anni. La sua esposizione richiede piena luce e pieno sole, le innaffiature andranno fatte solo quando la terra apparirà asciutta; in inverno dovrà essere conservata a una temperatura che non scenda sotto i 4 °C e le innaffiature sospese.  La sua riproduzione avviene quasi sempre per seme, siccome la pianta difficilmente produce polloni, il seme va posto in una composizione di terriccio e sabbia molto fini e umidi e conservati ad una temperatura di 21 °C in posizione ombreggiata.
Thelocactus bueckii in fiore
Oreocereus – Pianta succulenta appartenente alla famiglia delle Cactaceae originaria della Bolivia e del Perù; il suo nome deriva dal greco "òros" (montagna). Ha forma colonnare e nel suo habitat originario può raggiungere un metro di altezza, può ramificare alla base e il fusto è coperto di peli e setole bianche dai quali spuntano delle spine colorate. Il terreno che richiede questo genere di pianta è poroso composto da terra concimata e sabbia molto grossolana, le annaffiature dovranno essere regolari da aprile a settembre e completamente sospese durante l'inverno. La posizione ottimale è di pieno sole, nel periodo invernale sopportano una temperatura fino a 4 °C possono comunque resistere anche al gelo per brevi periodi.  La riproduzione avviene per seme i quali andranno depositati su un letto di sabbia umida e conservati ad una temperatura di 21 °C e, qualora le piante producano dei getti o polloni ai lati del fusto, per talea la quale andrà interrata dopo aver fatto asciugare bene la parte tagliata; la riproduzione per talea va eseguita nel periodo estivo.
Oreocereus celsianus – una delle mie prime piante acquistate in un supermercato
Schlumbergera è un genere di piante della famiglia delle Cactaceae, originario dell'America tropicale e più precisamente del Brasile; appartiene ai "cactus epifiti"; le sue poche specie sono tutte facilmente coltivabili ed hanno una fioritura molto intensa e diversificata stagionalmente. Ha steli piatti a fusto che si susseguono fino a formare un ramo e che fioriscono prevalentemente in primavera (eccetto alcune sottospecie che fioriscono fra l'autunno e l'inverno), tanto da farla definire cactus di Pasqua. Nel tipo più affine allo Zygocactus fiorisce, per converso, nel periodo che precede il Natale e perciò è detta anche cactus di Natale.
Fioritura di Schlumbergera… detta anche “Cactus di Natale”
Le Crassulacee sono una famiglia di piante dicotiledoni in passato classificate nell'ordine Rosales, ma che in base alla moderna classificazione filogenetica andrebbe inserita nell'ordine Saxifragales.
Forma mostruosa di Crassula ovata
Echeveria è un genere di piante succulente appartenente alla famiglia delle Crassulaceae, originario del Messico. Il nome è stato dato in onore del pittore messicano Atanasio Echeverria, famoso per i suoi dipinti di piante. Hanno foglie piatte e carnose, disposte a rosetta; i fusti in età adulta si ramificano producendo una gran quantità di plantule le quali possono essere staccate dalla pianta madre per generare nuove piantine. I fiori sono di lunga durata.
Echeveria

…presto altre foto! 🙂

 

fioriture, schede piante

Turbinicarpus Panarottoi

Turbinicarpus è un genere di piccoli cactus, distribuito nel nord-est del Messico, in particolare negli stati di San Luis Potosì, Guanajuato, Nuevo leon, Queretaro, Hidalgo, Coahuila, Tamaulipas and Zacatecas.
Turbinicarpus Panarottoi in fiore

Questa è la prima fioritura di quest’anno delle mie piante in serra.

Purtroppo quest’anno, il tempo ha decimato tutti i nostri turbinicarpus… risparmiando solo questa pianta ed un’altra piccola posta all’aperto sul davanzale di una finestra.

La pianta in foto è un Turbinicarpus Panarottoi senza field number ma… è ugualmente bella, non trovate?

A proposito, se vi state chiedendo cos’è il Field number, potete leggere quest’altro mio articolo che vi spiega cosa sono e l’utilità dei Field Number.

 

“Turbinicarpus è un genere di piccoli cactus, distribuito nel nord-est del Messico, in particolare negli stati di San Luis Potosì, Guanajuato, Nuevo leon, Queretaro, Hidalgo, Coahuila, Tamaulipas and Zacatecas.

Queste piante succulente crescono principalmente su suolo calcareo (mai su lava), ad un’altitudine che va da 300 a 3000 m s.l.m. I Turbinicarpus sono generalmente confinati in habitat specifici, generalmente ostile per la maggioranza delle piante, la maggior parte in aree rocciose molto drenate, composte da calcare, arenaria, scisto, terreno acido o gesso. In particolare, i Turbinicarpus sensu stricto sono adattati a nicchie estreme: più dell’80% delle specie cresce in spaccature della roccia o tra la ghiaia, dove abbastanza polvere si accumula permettendo lo sviluppo delle radici.”

 

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Aspettando la primavera

Aspettando la primavera, vi mostro qualche fioritura delle mie piante grasse:

Luecthembergia principis in fiore... da questa pianta si possono ottenere ibridi interessanti impollinandola con le cultivar di astrophytum e ferocactus
Luecthembergia principis
Ferocactus brevispinus: Qualcuno la considera la forma mostruosa di Ferocactus herrerae f.ma brevispinus  (oppure Ferocactus wislizeni ssp. herrerae f.ma brevispinus, che però su diversi siti che ho visto viene dato come sinonimo)  Quello che sembra chiaro è che non è più valido il nome horridus (però peccato, gli si addiceva proprio), ma la confusione torna a regnare quando si trova F. horridus come sinonimo di Ferocactus peninsulae (specie indubbiamente valida e diversa dall'herrerae).  A me sembra abbastanza diverso dall'altro F. brevispinus che ho e non mi sorprenderebbe che fossero stati originati da due specie distinte, ma neanche il contrario, dunque in questa incertezza per ora mi limito a chiamarlo Ferocactus brevispinus bitorsoluto, o come altro mi viene da chiamarlo al momento.
Ferocactus herrerae v.brevispinus
Stenocactus o echinofossulocactus lamellosus
Stenocactus lamellosus
Gymnocalycium baldanium
Gymnocalycium baldanium
Mammillaria rekoi sp. rekoi
Mammillaria rekoi sp. rekoi
Rebutia robustissima
Rebutia robustissima

Belle, vero!? 🙂