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Innesto di ariocarpus su pereskiopsis

Un innesto di ariocarpus ben riuscito!

Nella primavera del 2012, ho innestato un giovane semenzale di due settimane su una pereskiopsis.
Non ho utilizzato la colla attack, come ho visto fare da molti, ma ho semplicemente scelto il momento migliore per innestare… a tal proposito, potete consultare questo mio articolo su questo tipo di innesti; oppure se siete proprio “a digiuno” sull’argomento innesti, partite con le nozioni generali su come innestare le piante grasse.

Eccovi la foto fatta la scorsa primavera, quindi dopo poco più di un anno…

L'ariocarpus è una pianta cactacea molto delicata, dalla crescita molto lenta ma... se innestata può regalare splendide fioriture precoci.
Ariocarpus kotschoubeyanus di un anno

…e relativa fioritura! 🙂

La fioritura degli ariocarpus è sempre spettacolare! Tuttavia bisogna stare attenti ai marciumi che molte volte interessano il fiore.
Fioritura di Ariocarpus Kotschoubeyanus

Bello vero? 🙂

guide, innesti

Propagazione: I vari tipi di innesto

Quale tipo di innesto scegliere per le nostre piante?

Esistono vari tipi di innesto. Finora per le mie piante grasse, ho utilizzato prevalentemente l’innesto per sovrapposizione ed in alcuni casi l’innesto a spacco.

Innesto per sovrapposizione

L’innesto per sovrapposizione è quello più comune.
Per far si che l’innesto vada a buon fine bisogna che marza e portainnesto naturalmente siano compatibili, cioè che appartengano alla stessa famiglia (per intenderci cactacee con cactacee, succulente con succulente). Inoltre bisogna utilizzare piante giovani e vigorose ed in piena vitalità.
Bisogna utilizzare un coltello o bisturi ben affilato e disinfettato.

  1. Si inizia con il tagliare il portainnesto all’apice.
  2. Poi vanno smussati i bordi per evitare che col tempo il portainnesto, ritirandosi, faccia saltare l’unione con la marza.
  3. Infine lasciare la porzione tagliata del portainnesto sopra al portainnesto per evitare che si asciughi mentre si lavora con la marza.
  4. Tagliare quindi la marza alla base e smussare sempre i bordi.
  5. Togliere la “copertura”, o la “fettina” come la chiamo io, dal portainnesto e far combaciare i fasci linfatici della marza con quelli del portainnesto,
  6. esercitare una leggera pressione tra i due per evitare che rimangano bolle d’aria,
  7. fissare le due parti saldamente, con l’utilizzo di elastici.

Mai usare il mastice per queste operazioni.
Mettere a riparo l’innesto appena fatto, magari in serra o in un luogo ombreggiato e riparato.
In un paio di settimane si dovrebbe ottenere un innesto saldato.

Innesto a spacco

Questo innesto è molto meno conosciuto e praticato rispetto al precedente.
Solitamente viene effettuato con piante a fusto allungato e sottile come gli Epiphyllum, Chamaecereus o Schlumbergera.
Per far si che l’innesto vada a buon fine, vale lo stesso discorso di prima in merito alla compatibilità tra marza e portainnesto e sullo stato vegetativo della pianta.

  1. Si incide verticalmente, con un coltello o bisturi ben affilato e disinfettato, il portainnesto per 1/2 cm alla sommità del fusto.
  2. La marza dovrà essere inserita in questa spaccatura, dopo che si sarà tagliata a cuneo e si faranno combaciare i fasci dei due elementi.
  3. Lo spacco sarà fissato con una corda o un elastico.

Anche in questo caso, mai usare il mastice o colle simili tipo attak!

Buona coltivazione!

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Innesto: da dove inizio?

Come innestare le piante grasse

L’innesto è una tecnica che consente di unire due piante, o loro parti, per saldarle come se si trattasse di una unica pianta.
La pianta che riceve l’innesto si chiama portainnesto, quella che si inserisce marza.
L’innesto è spesso utilizzato per:

  • accelerare la crescita di specie lente,
  • salvare una piccola porzione sana di una pianta malata o in caso di marciume alle prime fasi,
  • moltiplicare piante che emettono radici con difficoltà.

Di solito la marza di una pianta a crescita lenta (come per esempio le specie: Ariocarpus, Aztekium, Epithelantha, Obregonia, Sulcorebutia, Turbinicarpus, Uebelmania, ecc.) si sviluppa, se innestata, molto più rapidamente favorita dal vigore del portainnesto.

L’innesto consente anche di anticipare la fioritura e di facilitare, come detto prima, la coltivazione di quelle specie soggette a elevati rischi di marciume o difficoltose condizioni di coltivazione.

Altra interessante delle piante innestate, è quella di favorire in alcuni casi la proliferazione di nuovi polloni… ottimo materiale da far radicare.  In breve tempo otterremo così una pianta sulle proprie radici di discrete dimensioni.

Principalmente utilizzo come portainnesto le seguenti piante: Pereskiopsis, Opuntia, Trichocereus, Myrtillocactus, Hylocereus, Cereus, ecc.

TECNICA

La tecnica più utilizzata per le cactacee è quella dell’innesto per sovrapposizione.
Si tratta di fare due tagli orizzontali: uno alla base della marza (innesto) ed uno all’apice del portainnesto e di sovrapporli quando il taglio è ancora fresco cioè quando il taglio è appena stato effettuato. Per evitare che la superfice di taglio asciughi troppo è opportuno che il portainnesto sia tagliato all’apice e sia effettuato un secondo taglio circa mezzo cm più sotto avendo l’accortezza di lasciare la fetta di pianta sul portainnesto fino al momento della sovrapposizione con la marza.
Effettuata la sovrapposizione, si opererà una leggera pressione della marza sul portainnesto per favorire la fuoriuscita di eventuali bolle d’aria dal punto di unione. Ora si può ancorare l’innesto con degli elastici facendoli passare sulla sommità della marza e sotto il vaso in modo da evitare uno spostamento della marza e di garantire il perfetto contatto tra le due parti.
Al fine della buona riuscita dell’innesto è necessario che sia il portainnesto sia la marza siano preparate nei giorni precedenti. Le piante infatti devono essere ottimamente innaffiate (in genere 2-3 giorni prima di effettuare l’innesto).

Per quanto riguarda ad esempio l’innesto su Myrtillocactus, molto diffuso e di facile attecchimento, andranno utilizzate piante alte una decina di centimetri ottenute da seme oppure da talea.
A questo punto, per evitarne eccessiva disidratazione, la pianta così ottenuta andrà riposta in una posizione ombreggiata ed eventualmente coperta con una sacchetto per mantenere elevato il livello di umidità in modo da non fare sollevare la marza.

E’ evidente che per garantire un buon risultato le piante utilizzate devono essere giovani e nel periodo di massimo sviluppo vegetativo.

L’innesto su Pereskiopsis presenta delle caratteristiche un po’ diverse:
è utilizzata per l’innesto di marze molto piccole (cactaceae dell’età di poche settimane ma in alcuni casi, come le cultivar di astrophytum o ariocarpus, anche plantule – ovvero semine di qualche giorno).

Per quanto riguarda la temperatura occorrerà fare riferimento alle necessità culturali di entrambi (marza e portainnesto).

Nel caso di Pereskiopsis necessitano temperature superiori ai 7° C e si dovrà fare attenzione, soprattutto nel periodo invernale, che la pianta riceva qualche annaffiatura per evitare che secchi troppo… io per esempio, le innaffio durante le giornate e le ore più calde.

Spero che questa prima guida vi sia stata utile e che mi abbia stimolato un po’ la curiosità, anche se… ahimè… gennaio non è proprio il mese giusto per gli innesti.
Un ultimo consiglio: su youtube troverete tantissimi video sugli innesti, alcuni ben fatti e molto chiari… dateci un’occhiata!