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Le mie piccole semine di astrophytum stanno crescendo!

Le plantule di semenzali di astrophytum cultivar.

A distanza di 2 settimane, ho controllato i risultati della mia semina. I semi sono quelli di Daniele Mongiat.

Purtroppo, come vedrete dalle foto, per mancanza di tempo in questi ultimi periodi, ho dovuto usare del terriccio già usato per precedenti semine.
Come noterete, son comparse le alghe e le muffe che dovrò prevedere di trattare quanto prima con del fungicida… proverò a vaporizzare le semine ed il terriccio superficiale con del previcur diluito in acqua nelle ore serali.

 

Gli Astrophytum, il cui nome deriva dal greco ‘aster’ (stella) e ‘phyton’ (pianta) hanno da sempre esercitato un fascino particolare nei confronti degli amatori di cactacee, fascino che è andato crescendo da quando sono stati immessi sul mercato numerosi, spettacolari ibridi.  Nel 1827 Thomas Coulter raccolse nello stato messicano di Hidalgo una pianta che oggi chiamiamo A. ornatum, ma che fu descritta nel 1828 da De Condolle col nome di Echinocactus ornatus. Nel 1839 Charles Lemaire attribuì il nome di A. myriostigma ad una pianta raccolta nel nord del Messico. Nello stesso anno H. G. Galeotti chiama Cereus callicoche, che diverrà A. myriostigma, una pianta raccolta in San Luis Potosí. Nel 1845 anche J. G. Zuccarini descrisse come Echinocactus asterias una pianta raccolta da Karwinsky due anni prima.  Nel 1851 Poselger trova a Coahuila una specie, che Dietrich descrive come Echinocactus capricornis, che in seguito assumerà il nome di A. capricorne. Moeller, nel 1927, chiama Echinocactus myriostigma ssp. coahuilense una pianta che nel 1932 Kayser ridenomina come A. coahuilense.
Astrophytum nudum “wine red flower”
Pianta solitaria, priva di getti, di forma globosa o colonnare, con un limitato numero di costolature più o meno prominenti. Corpo verde o glauco con la presenza tipica di sottili ciuffi bianchi (tricomi). Il fusto con l’età diventa marrone scuro a partire dalla base. I tubercoli sono assenti, mentre le spine, rigide o cedevoli, diritte o ritorte e intrecciate, sono presenti solo in A. capricorne e A. ornatum. Le radici si presentano fibrose, superficiali ed estese, fittonanti solo in A. asterias e in A. caput-medusae. I fiori, imbutiformi, diurni, compaiono all’apice della pianta, sono di colore giallo con la presenza o meno di una gola di colore rosso, l’antesi dura 2-3 giorni. Il frutto è per lo più secco, deiscente (si apre naturalmente), a rapida maturazione, presenta una forma globosa ed è fornito di peli. I semi, marrone scuro, si presentano lucidi e lisci con dimensione di 2-4 mm., germinano velocemente, la dispersione avviene ad opera delle formiche. Gli A. sono distribuiti dal Texas meridionale al nord ed al centro del Messico su suoli calcarei, montani e collinari.
Astrophytum kikko kohyo variegato
Pianta solitaria, priva di getti, di forma globosa o colonnare, con un limitato numero di costolature più o meno prominenti. Corpo verde o glauco con la presenza tipica di sottili ciuffi bianchi (tricomi). Il fusto con l’età diventa marrone scuro a partire dalla base. I tubercoli sono assenti, mentre le spine, rigide o cedevoli, diritte o ritorte e intrecciate, sono presenti solo in A. capricorne e A. ornatum. Le radici si presentano fibrose, superficiali ed estese, fittonanti solo in A. asterias e in A. caput-medusae. I fiori, imbutiformi, diurni, compaiono all’apice della pianta, sono di colore giallo con la presenza o meno di una gola di colore rosso, l’antesi dura 2-3 giorni. Il frutto è per lo più secco, deiscente (si apre naturalmente), a rapida maturazione, presenta una forma globosa ed è fornito di peli. I semi, marrone scuro, si presentano lucidi e lisci con dimensione di 2-4 mm., germinano velocemente, la dispersione avviene ad opera delle formiche. Gli A. sono distribuiti dal Texas meridionale al nord ed al centro del Messico su suoli calcarei, montani e collinari.
Astrophytum asterias “starshape red flower”

Molto più lenti invece, sono le cultivar di onzuka, superkabuto e shinshowa.
Al momento però, non è spuntata neanche una plantula di digitostigma o “caput medusae”… spero si decidano presto!

Quanto prima, andrò ad innestare qualcuno di questi semenzali su pereskiopsis. 🙂

 

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La mia semina di astrophytum

Semina di cultivar di astrophytum

Stamattina, complice la bella giornata qui a Roma dopo diversi giorni di pioggia, ho seminato i semi di cultivar di astrophytum che mi ha spedito il mio amico Daniele Mongiat.

Ho iniziato quindi a preparare le etichette…

Parlando della semina delle piante grasse, non me la sento di dire che è difficile, come può sembrare; la prima volta che ho seminato cactus (andando a senso), i semi sono germinati tutti, e le piantine sono ancora, quasi :) tutte vive, sarò stato fortunato, sarà il mio naturale pollice verde... è vero anche che iniziando a comprare i semi online, o a seminare piante più "difficili" qualche insuccesso lo avuto, ma l'importante è capire dove si è sbagliato, e ricominciare! se si hanno dei problemi nel 2°-3° mese dopo la germinazione, generalmente sono dovuti ad errori nella preparazione della semina o nella gestione delle piantine nel primo mese.
Le etichette per la semina

In questo caso, all’inizio della semina, in genere, preferisco scrivere il codice della semina piuttosto che la specie. Successivamente, quando andrò ad innestare le plantule più interessanti (specie quelle variegate), scriverò il nome completo della cultivar sul cartellino.

Finora ho sempre utilizzato la matita per scrivere su queste etichette.
Ho infatti notato che la grafite è più resistente alle intemperie ed alle condizioni atmosferiche piuttosto che i pennarelli indelebili che con il sole tendono a scolorirsi con il passare del tempo.

Ho preparato quindi il terriccio usando del normale terriccio universale, opportunamente filtrato, e materiali inerti quali lapillo, pozzolana, pomice, ghiaietto di granulometria 2-3 mm.

Dopo una settimana la maggior parte dei semi saranno nati ad una temperatura costante di circa 20 °C (Alcuni tipi di semi hanno una germinazione velocissima, 1-2 giorni, altri possono richiedere anche più di un mese). Generalmente per il primo mese (o primi 15 giorni) è consigliabile lasciare chiuso il sacchetto o la pellicola, o lasciare l'acqua nel sottovaso, a meno che non notiate una eccessiva crescita di alghe o di funghi, in quel caso è meglio far areare, ed eventualmente passare alla tecnica del sottovaso, o in casi estremi, far seccare leggermente la terra e rimuovere manualmente le zone contaminate.
Il terriccio ideale per la semina.

Successivamente ho iniziato quindi a seminare, coprendo bene i semi e pressando il terriccio sopra i semi stessi in modo che non si formino delle zone d’aria.

Preparati tutti i vasetti, li ho immersi in una vaschetta di plastica lasciandoli in ammollo per 10-15 minuti in acqua con qualche goccia di previcur e stimolante 66F.
Una volta che l’acqua risale fino alla superficie, e quindi i vasetti di semina sono completamente imbevuti, li sistemo in un’altra vaschetta lasciando l’acqua di scolo in eccesso.

Se dopo una settimana 10 giorni, o cmq dopo il tempo previsto per la germinazione dei vostri semi, non è nato niente, e non sono visibili eccessivi segni di contaminazione come: uno strato verde brillante, indice di alghe, una lanugine bianca, indice di funghi, o una patina grigiastra, indice di muffe, potete aspettare una settimana, se ancora non nasce niente, fate seccare completamente la terra, e dopo una decina di giorni, immergete il contenitore nella solita bacinella d'acqua e ricoprite con pellicola, aspettando nuovamente una settimanella. Se ancora non nasce niente o abbandonate l'impresa, o riprovate, consiglio di mantenere i contenitori così come sono per qualche mese e poi riprovare, se non dovesse nascere mai niente, può essere che i semi sono troppo vecchi (più di 3-5 anni) o che sono tra i pochi con esigenze particolari per la germinazione (come tempo prolungato o temperature molto alte) oppure in ultimo, alcuni semi necessitano di un trattamento che li prepari alla germinazione come avviene in natura, ossia con fasi di freddo; per simulare questo, potete provare ad inserire il contenitore una volta che la composta si è seccata, in frigorifero, ricordandovi di tirarlo fuori una volta ogni 2-3 giorni per un giorno, dopo un mesetto di questo trattamento, riprovate a bagnare e a mettere sotto la luce... ma non è detto che ne venga fuori qualcosa.... comunque nella maggior parte dei casi i semi germinano senza problemi al primo tentativo!!!!
La vaschetta con i vasetti di semina

Ho sigillato poi la vaschetta con all’interno i vasetti, con della comune pellicola trasparente da cucina.
Per la chiusura ho utilizzato dei comuni elastici.

Fatto ciò, ho infine sistemato la semina in serra in posizione ombreggiata e riparata.

Fra una decina di giorni andrò a controllare quante plantule saranno spuntate… speriamo tante!!!

Seguite questo articolo per vedere gli sviluppi di questa semina. 🙂

 

 

 

guide, semina

La semina delle piante succulente

Come e quando seminare le piante grasse

Il risultato finale, che oggi possiamo ammirare sotto le più svariate forme e disegni, fu quello di ottenere una pianta ricoperta da una trama fittissima di spot.
Plantule di circa un mese di cultivar di Astrophytum

Ormai siamo in pieno periodo di semine, le temperature minime infatti permettono di coltivare anche specie quali Adenium, Pachypodium ed altre succulente oltre alle più conosciute cactacee come Astrophytum, Mammillaria, Ferocactus, Echinocactus, Echinocereus, Gymnocalycium ecc.

Qualcuno di voi, pur avendo “sotto mano” dei semi (magari prodotti dalle proprie piante), non ha ancora provato a seminare… ed allora che aspettate!

Vi elenco una serie di articoli che potrebbero esservi utili se siete proprio “a digiuno” sull’argomento semine… spero vi siano utili!

Ovviamente questi articoli non vogliono essere la “bibbia” della semina ma, sono stati scritti in base alla mia esperienza ed in base ai miei insuccessi… anch’io ho da imparare, per cui accetto anche critiche e suggerimenti! 🙂

Buona semina! 🙂

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Consigli sulla semina delle piante grasse

Visto l’enorme interesse per l’argomento semina, scrivo questo articolo sui miei consigli per una buona semina.
Questo articolo non vuole essere una guida ma semplicemente vi do qualche consiglio in base alle mie esperienze ed insuccessi passati.

Eccovi quindi un elenco di domande che spero possa risolvere i vostri dubbi:

1. Come faccio a capire se i semi sono di buona qualità?

Le temperature minime influiscono molto sulla germinabilità dei semi delle nostre piante grasse e succulente. Le temperature minime ideali per una buona riuscita della semina non dovrebbero mai essere inferiori ai 12-15 gradi.
Lithops Liesliei C153

Innanzitutto, come è facilmente intuibile, i semi dovrebbero essere freschi e pieni… ed a questo punto mi direte: “come si fa a capire se sono freschi e pieni?”.
Secondo la mia esperienza, potete adottare un metodo semplice per capirlo che consiste nel prendere un bicchiere di plastica riempito d’acqua e metterci i semi.
Lasciando i semi in “ammollo” almeno per un paio d’orette, vedremo che alcuni di essi vanno sul fondo del bicchiere mentre altri potrebbero restare “a galla”… bene! …i semi sul fondo sono buoni per la semina, gli altri vanno scartati.
Mi rendo conto che è un’operazione facile con semi di un certo diametro (come per esempio quelli degli Astrophytum) ma per altre specie (come Mammillaria, Lithops ecc) è un’operazione molto difficile.

Ovviamente, se vedete che alcuni semi hanno solo l’involucro esterno (endosperma), vuol dire che sono semi vuoti quindi potete scartarli subito.

2. Qual’è il periodo migliore per la semina?

Il terriccio o substrato ideale per la semina delle piante grasse deve essere costituito per la metà da terriccio per cactacee e l'altra metà da materiale inerte quale pomice, lapillo e vermiculite.
Lithops marmorata C58

La prima cosa che vi deve essere chiara è se volete seminare all’esterno, oppure in un germinatoio.

Per seminare all’esterno bisogna aspettare che ci sia una buona luce, che la temperatura sia sufficiente (che non scenda sotto i 12-15 °C), e che assolutamente non ci siano più gelate, quindi il periodo migliore è Aprile-Maggio così che le piantine arrivino già abbastanza cresciute a fine ottobre, quando inizia a fare freddo, a questo punto bisognerà comunque proteggerle in serra, che le protegga dalla pioggia e dalle temperature invernali eccessivamente basse.

Per seminare in germinatoio, o più in generale con luce artificiale, invece, si può seminare quando si vuole.
Di solito, semino nel periodo Novembre-Gennaio in modo che le semine diventino già ben cresciute quando inizia la nuova stagione e possono quindi essere spostate all’aperto senza particolari problemi.
Ovviamente, in questo caso, bisogna sempre controllare che le temperature minime non scendano sotto i 15° C e che l’esposizione alla luce diretta delle semine sia sempre graduale (per evitare il rischio di scottature).

Poi sta un po’ a voi regolarvi in base al clima della zona in cui abitate.

3. Dove seminare?

Per la semina delle nostre amate piante grasse e succulente si possono utilizzare sia vasi di plastica quadrati che vaschette di plastica, basta che non siano trasparenti e che vengano poi chiusi all'interno di sacchetti di plastica trasparente per mantenere l'umidità ideale per la germinazione dei semi e la crescita delle plantule.
Alcuni vasi e piccole vaschette usate per la semina.

Principalmente utilizzo i vasetti di plastica quadrati neri chiusi in un sacchetto di plastica trasparente, quando i semi di quella specie sono pochi (10-20 semi); mentre quando ho molti semi della stessa specie o voglio fare una semina mix, utilizzo delle vaschette di plastica chiuse molto bene con della pellicola trasparente.

Non ho notato significative differenze di germinabilità dei semi con i due metodi… sono bene o male tutti e due equivalenti e del resto, la germinabilità viene influenzata anche da altri fattori come il terriccio utilizzato, la temperatura, la luce ecc.

4. Qual’è il terriccio ideale?

Per rispondere a questa domanda, leggete questo mio articolo.

5. Come si semina?

E' buona norma sterilizzare il terriccio usato per la semina o immergerlo in acqua con stimolante 66F e fungicida Previcur in forma liquida.
Terriccio per la semina delle cactacee.

Preparato il terriccio, si procede con la semina nei contenitori preferibilmente già sterilizzati o lavati con varechina.
Generalmente seguo tre regole molto semplici:

  • la profondità del seme nel terriccio è pari al suo diametro (per intenderci, con semi quali Astrophytum, la profondità sarà all’incirca di 2-3 mm; con semi di Mammillaria o Lithops, i semi saranno adagiati in superficie);
  • dopo aver disposto i semi, faccio una pressione sulla superficie per compattare un po’ il terriccio;
  • bagno i semi ed il terriccio per immersione, mai quindi dall’alto.

I vasi ottenuti vengono quindi bagnati per immersione in una soluzione di acqua tiepida, con alcune gocce di stimolante 66F (all’incirca 1-2 gocce per 1 litro d’acqua) ed un po’ di fungicida Previcur, in forma liquida (generalmente mi regolo con un cucchiaino da caffè per 1 litro d’acqua).
Lascio in “ammollo” i vasetti o le vaschette di semina fino a quando non vedo comparire l’acqua sulla superficie del terriccio. A questo punto, tolgo e scolo l’acqua in eccesso e chiudo tutte le semine all’interno dei sacchetti di plastica trasparenti.

In questo modo, le semine non vanno toccate almeno per la prima settimana.
Generalmente tolgo il sacchetto di plastica, solo ed esclusivamente quando vedo comparire le prime spinette sulle plantule seminate.

Spero che questo articolo, possa aver tolto qualche vostro dubbio sulla semina… se volete, fate pure altre domande.

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Buona semina! 🙂