reportage

Rinvaso di un astrophytum

Questa pianta grassa aveva proprio bisogno di un bel rinvaso!

Spluciando tra le varie cartelle di foto nel mio vecchio hard-disk, ho trovato la foto scattata nel 2007 di un astrophytum ornatum, coltivato in comune terra da giardino.
Direi che la pianta era proprio messa male!

Le piante grasse devono essere rinvasare periodicamente, altrimenti la pianta arresta la crescita perché non trova più nel substrato tutti i microelementi necessari. Oltretutto questa cactacea era ormai da diversi anni in questo vaso in comune terra da giardino.
Astrophytum ornatum prima del rinvaso

Mi sono armato di “buona volontà” ed ho iniziato a svasare la pianta, a pulire bene le radici come avevo fatto pochi mesi prima per il mio echinocactus grusonii.

Nella primavera dell’anno dopo, la pianta si presentava decisamente meglio ed ha anche fiorito!

Le piante coltivate nel giusto substrato, composto da inerti quali pomice lapillo vermiculite perlite pozzolana, cresce rigogliosa e regala splendide e copiose fioriture.
Astrophytum ornatum dopo 1 anno dal rinvaso.
La fioritura della pianta grassa è sempre indice di corretta coltivazione, terriccio ideale, concimazione efficace, esposizione giusta. Tutti fattori che fanno fiorire le nostre piante grasse e succulenti molto volentieri e ripetutamente durante la stagione vegetativa.
Particolare della fioritura

Il terriccio che ho usato è sempre misto: circa 40% terriccio per cactacee, 50% materiale inerte come pomice, lapillo (granulometria 3-5 mm) e la restante parte di terriccio comune da giardino.

P.S.: Se non l’avete ancora fatto, vi consiglio di leggere anche questo mio articolo sulle regole per rinvasare le vostre piante succulente.

Ad oggi, la pianta è ben cresciuta e si presenta così:

l rinvaso è fondamentale perché la pianta esaurisce le scorte di sali minerali ed elementi nutritivi, presenti nel terriccio. leggi ancora su: Rinvaso piante grasse - Giardino - Piante Grasse http://www.giardinaggio.net/giardino/piante-grasse/rinvaso-piante-grasse.asp#ixzz2rPY7uPNl

Il rinvaso o travaso delle piante grasse e succulenti è una tecnica molto semplice che con le opportune accortezze evita di pungersi, e permette una buona crescita della pianta.

Buona coltivazione! 🙂

semina

Il germinatoio per le piante succulente

Un germinatoio… molto economico e “improvvisato”

Quando ho iniziato a collezionare le piante grasse, ormai nel lontano 2006, non avevo la benché minima idea su come costruire un germinatoio per seminare, durante la stagione invernale, i semi dei cactus e delle succulente… né tantomeno sapevo da dove iniziare e quali materiali mi occorrevano.

Così ho optato per questa soluzione molto “improvvisata” ma, dall’altro lato, molto economica! 🙂

Ho liberato un ripiano della mia libreria ed ho iniziato a sistemare dei bicchieri da caffè, come vedete nella foto, coperti dalla pellicola trasparente (comunemente usata in cucina) e puntando una lampada da comodino sopra di essi.
La lampadina usata è di quelle normali ad incandescenza da 40 watt, collegata poi ad un timer regolabile in modo da garantire 11-12 ore di luce alle semine.

Il germinatoio improvvisato
Il germinatoio improvvisato
I bicchierini da caffè ricoperti da comune pellicola trasparente
I bicchierini da caffè

Nonostante sia stato comunque un primo esperimento, i risultati non sono stati poi tanto male!

Semina di gymnocalycium mazanense v.polycephalum, plantule cresciute ed in ottima forma.
Plantule di gymnocalycium mazanense v.polycephalum
Semina di leuchtembergia principia, plantule cresciute ed in ottima forma.
Plantule di Leuchtembergia principis
Semina di thelocactus setispinus, plantule cresciute ed in ottima forma.
Plantule di thelocactus setispinus
Semina di trichocereus, plantule cresciute ed in ottima forma.
Plantule di trichocereus
Semina di astrophytum myriostigma v.tulensis, plantule cresciute ed in ottima forma.
Plantule di astrophytum myriostigma v.tulensis
Semina di astrophytum asterias, plantule cresciute ed in ottima forma.
Plantule di astrophytum asterias
Semina di astrophytum ornatum, plantule cresciute ed in ottima forma.
Plantule di astrophytum ornatum
Semina di escobaria tubercolosa forma gigantea, plantule cresciute ed in ottima forma.
Plantule di escobaria tubercolosa forma gigantea
Semina di euphorbia obesa, plantule cresciute ed in ottima forma.
Plantule di euphorbia obesa
Semina di gymnocalycium natalie, plantule cresciute ed in ottima forma.
Plantule di gymnocalycium natalie
Semina di gymnocalycium mazanense v.polycephalum, plantule cresciute ed in ottima forma.
Plantule di gymnocalycium mazanense v.polycephalum
Semina di gymnocalycium mesopotamicum (3 mesi), plantule cresciute ed in ottima forma.
Plantule di gymnocalycium mesopotamicum (3 mesi)
Semina di leuchtenbergia principis (3 mesi), plantule cresciute ed in ottima forma.
Plantule di leuchtenbergia principis (3 mesi)
Semina di trichocereus ibridi, plantule cresciute ed in ottima forma.
Plantule di trichocereus ibridi

 

Tralasciando il terriccio, che come potete vedere era molto organico e quindi facilmente soggetto all’insorgenza di muffe ed alghe…

Che ne dite?

coltivazione

Domande frequenti sulle piante succulente

FAQ: le piante succulente

Molto spesso le persone che iniziano a coltivare questo tipo di piante hanno poche nozioni corrette e pensano erroneamente che esse provengano tutte da deserti… quindi sono piante che vanno poste in pieno sole, innaffiandole pochissimo se non quasi mai.
Se trattiamo però le nostre piante succulente in questo modo, possiamo dire che non vivranno a lungo nonostante non siano affatto piante difficili da coltivare… ma con un po’ di buon senso e qualche consiglio utile, queste piante riusciranno a diventare grandi e regalarci delle bellissime fioriture.

Esistono molti libri sulla coltivazione delle cactacee e più in generale delle piante grasse ma, personalmente ritengo che nell’era di Internet (e con questo intendo forum, blog ecc.) sia molto facile trovare tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno… per cui armatevi di pazienza 🙂

…intanto vi possono essere utili queste domande frequenti:

1. Le piante succulente hanno bisogno di caldo e sole diretto?

Hoya è un genere di piante della famiglia delle Asclepiadaceae, comprendente circa 200 specie differenti, diffuse nel sud est dell'Asia, in Australia ed in Polinesia. Per la gran parte sono rampicanti, ma alcune si presentano con l'aspetto di arbusti, altre sono striscianti.
Hoya kerrii

Molte piante hanno bisogno di luce ma non diretta, almeno durante le calde giornate estive, o addirittura di ombra… e questo discorso vale anche per le piante succulente in quanto hanno differenti necessità a seconda della provenienza (habitat della pianta) e anche della grandezza.
Una pianta adulta infatti resisterà al caldo e alla siccità meglio di una pianta giovane o di un semenzale.
Per essere sicuri delle necessità luminose delle piante è necessario conoscere la provenienza delle piante, o consultare un libro che riporti tali dati (ad esempio l’Enciclopedia delle Cactacee della Zanichelli).

2. Qual’è il substrato ideale?

Questa è una domandona da 1 milione di dollari!
Spesso per scegliere il terriccio ideale bisogna tener conto sia della specie della pianta (e quindi andare a guardare qual’è il suo habitat naturale) ma anche sapere dove verrà cresciuta la pianta stessa… coltivare una pianta grassa all’aperto nel Nord Italia non è sicuramente la stessa cosa che coltivarla nel profondo Sud, no?

Un buon substrato di partenza potrebbe essere quello formato da “terriccio per cactacee” (in vendita presso qualsiasi vivai specializzato ma anche nei centri commerciali forniti) con l’aggiunta di materiale inerte come lapillo, pomice, pozzolana… limiterei l’uso dell’argilla espansa al fondo del vaso per il drenaggio dell’acqua delle innaffiature in eccesso.

Ovviamente questo è un discorso generale… tenete conto che ci sono alcune specie (come l’aztekium) che in natura crescono in terreni gessosi.

3. Qual’è la frequenza e la quantità giusta delle annaffiature? 

La fioritura delle piante grasse è il frutto di un'ottima coltivazione. Ci permette anche di impollinare la pianta con altre sue simili o di specie diverse per creare ibridi intergenere.Il marciume, derivante dalle annaffiature eccessive, sono la prima causa di morte delle piante succulente.
Si può però incorrere facilmente anche nell’errore opposto, cioè nel dubbio se annaffiare o meno, si tende ad annaffiare meno del dovuto per lungo tempo fino a far seccare del tutto la pianta.

Le annaffiature durante il periodo vegetativo devono essere abbondanti ma diradate. Il terriccio deve bagnarsi completamente ma non deve rimanere bagnato per giorni e deve asciugare completamente prima della prossima annaffiatura… ed è per questo motivo che si utilizzano i materiali inerti che favoriscono il drenaggio dell’acqua in eccesso.

4. Quali vasi sono più adatti per la coltivazione?

Personalmente non credo che in assoluto ci sia una tipologia di vasi più adatta di altre alla coltivazione delle piante grasse.
La scelta secondo me, dipende dallo spazio che si ha a disposizione, dalla frequenza con cui si effettuano i rinvasi, dalla grandezza delle piante, dai soldi che si vogliono spendere 🙂 …l’unica scelta supportata da una motivazione scientifica è quella di usare vasi alti, cioè più alti che larghi, per tutte quelle specie di cactacee (come per esempio gli ariocarpus) che hanno una radice fittonante che tende ad andare giù.

Nella mia collezione ormai uso da anni, vasi di plastica neri quadrati.
Ho infatti abbandonato da tempo i vasi rotondi perché occupano molto più spazio e quelli di terracotta perché li ritengo più scomodi nel caso dei rinvasi (pensate alle piante con un apparato radicale molto sviluppato).
Ovviamente sia i vasi di plastica che quelli di terracotta hanno i propri vantaggi e svantaggi… sta un po’ voi valutare quali siamo migliori per il vostro caso e per il tempo e lo spazio che potete dedicare alla coltivazione delle vostre amate piante succulente.

5. Arriva l’inverno… dove metto le mie piante grasse?

L’inverno per molte piante è la stagione peggiore.
Le nostre piante non hanno la fortuna di vivere in habitat (o hanno la fortuna di vivere con noi… dipende dai punti di vista) e perciò, secondo me, dovrebbero essere riparate durante l’inverno.

Badate bene che il freddo invernale non è il principale nemico delle piante grasse, ma soprattutto l’umidità o le piogge invernali associate alle basse temperature.
La soluzione adatta è quella di metterle a riparo in una serra ma, in mancanza, possiamo sistemarle (come ho fatto io quest’anno) su degli scaffali che ricopriremo con un telone trasparente di plastica.
In quest’ultimo caso, il mio consiglio è quello di aprire comunque il telone durante le giornate invernali soleggiate o durante le ore più calde in modo da evitare la formazione di condensa e quindi mantenere sotto controllo l’umidità negli scaffali.

6. Posso mettere nello stesso vaso piante di specie differenti?

La propagazione delle piante succulente è una tecnica utile per riprodurre le cactacee e propagare i polloni.Come dissero i latini: “De gustibus non disputandum est” …ma che schifo! …volete veramente fare una banale composizione di cactus come quelle orrende che si vedono nei supermercati? …no, vero?

Scherzi a parte… io preferisco non mettere piante di specie differenti nello stesso vaso (a maggior ragione cactacee con succulente) perché hanno esigenze diverse: ciclo vegetativo, acqua, illuminazione, terriccio, spazio per le radici ecc..

Molto meglio quindi mettere le piante in vasetti singoli, eventualmente raggruppando solo le piante identiche.

7. Come etichettare le nostre piante?

Tralasciando la sintassi da adottare per la nomenclatura che rispetta regole ben precise, mi limito solo a rispondere su che tipo di etichette utilizzare per le piante grasse e succulente.

Personalmente uso etichette di plastica colorate (acquistabili nei vivai specializzati, centri commerciali ben forniti o meglio ancora su ebay) su cui vado a scrivere con una matita.
Infatti, dopo diversi anni di scrittura mediante pennarelli di ogni tipo (scritta che scompariva o si sbiadiva puntualmente) ho notato che le scritte con la grafite della matita durano molto più a lungo!

Per ora è tutto… spero che le mie risposte vi abbiano tolto qualche dubbio e, se vi hanno invece incuriosito, scrivetemi pure e fatemi tutte le domande che volete… vi aspetto!

Buona coltivazione! 🙂

guide, innesti

Propagazione: I vari tipi di innesto

Quale tipo di innesto scegliere per le nostre piante?

Esistono vari tipi di innesto. Finora per le mie piante grasse, ho utilizzato prevalentemente l’innesto per sovrapposizione ed in alcuni casi l’innesto a spacco.

Innesto per sovrapposizione

L’innesto per sovrapposizione è quello più comune.
Per far si che l’innesto vada a buon fine bisogna che marza e portainnesto naturalmente siano compatibili, cioè che appartengano alla stessa famiglia (per intenderci cactacee con cactacee, succulente con succulente). Inoltre bisogna utilizzare piante giovani e vigorose ed in piena vitalità.
Bisogna utilizzare un coltello o bisturi ben affilato e disinfettato.

  1. Si inizia con il tagliare il portainnesto all’apice.
  2. Poi vanno smussati i bordi per evitare che col tempo il portainnesto, ritirandosi, faccia saltare l’unione con la marza.
  3. Infine lasciare la porzione tagliata del portainnesto sopra al portainnesto per evitare che si asciughi mentre si lavora con la marza.
  4. Tagliare quindi la marza alla base e smussare sempre i bordi.
  5. Togliere la “copertura”, o la “fettina” come la chiamo io, dal portainnesto e far combaciare i fasci linfatici della marza con quelli del portainnesto,
  6. esercitare una leggera pressione tra i due per evitare che rimangano bolle d’aria,
  7. fissare le due parti saldamente, con l’utilizzo di elastici.

Mai usare il mastice per queste operazioni.
Mettere a riparo l’innesto appena fatto, magari in serra o in un luogo ombreggiato e riparato.
In un paio di settimane si dovrebbe ottenere un innesto saldato.

Innesto a spacco

Questo innesto è molto meno conosciuto e praticato rispetto al precedente.
Solitamente viene effettuato con piante a fusto allungato e sottile come gli Epiphyllum, Chamaecereus o Schlumbergera.
Per far si che l’innesto vada a buon fine, vale lo stesso discorso di prima in merito alla compatibilità tra marza e portainnesto e sullo stato vegetativo della pianta.

  1. Si incide verticalmente, con un coltello o bisturi ben affilato e disinfettato, il portainnesto per 1/2 cm alla sommità del fusto.
  2. La marza dovrà essere inserita in questa spaccatura, dopo che si sarà tagliata a cuneo e si faranno combaciare i fasci dei due elementi.
  3. Lo spacco sarà fissato con una corda o un elastico.

Anche in questo caso, mai usare il mastice o colle simili tipo attak!

Buona coltivazione!

coltivazione, guide

Idrocoltura: le piante che crescono in acqua

Coltivazione idroponica delle piante succulente.

L’ idrocoltura è un metodo di coltivazione delle piante che esclude completamente l’utilizzo della terra.

L'idrocoltura delle piante succulente è una tecnica molto utile che facilita l'accrescimento ed evita l'uso del terriccio, sostituito dall'argilla espansa.
Idrocoltura delle piante

Come sappiamo, un elemento indispensabile per la vita delle piante è l’acqua.
Acqua ed elementi nutritivi sono quindi indispensabili per la crescita, mentre il terriccio svolge solo funzioni di sostegno, compito che in idrocoltura viene affidato all’argilla espansa.

In idrocoltura infatti, le radici delle piante vengono poste in un contenitore dotato di fori e riempito di palline di argilla.

Il contenitore viene a sua volta posizionato all’interno di un secondo vaso riempito con acqua e sostanze nutritive che verranno assorbite del materiale inerte e rese disponibili all’apparato radicale.
Le piante così coltivate necessitano di minori cure rispetto a quelle coltivate nel terriccio: bisognerà infatti limitarsi a rabboccare l’acqua arricchita di sostanze nutritive presenti nei comuni fertilizzanti in commercio.

Molti tipi di piante si possono adattare all’idrocoltura

Sono da evitare i cactus, che non amano gli ambienti umidi, mentre si possono coltivare alcune succulente come l’Aloe e le Crassulacee; anche alcune Epifite, come le Orchidee, trovano un ambiente ideale se coltivate in idrocoltura.
Sicuramente le bulbose, come i Giacinti, i Crocus e l’Hippeastrum possono crescere in idrocoltura a patto che il bulbo non venga a diretto contatto con l’acqua.

I vantaggi dell’idrocoltura

  • Le piante coltivate in idrocoltura si sviluppano facilmente;
  • In caso di rinvaso della pianta è sufficiente rabboccare il nuovo vaso;
  • Non sono necessari rinvasi frequenti dato che lo sviluppo delle piante in idrocultura è abbastanza lento;
  • L’argilla espansa non è soggetta a putrefazione, muffe, parassiti o cattivi odori;
  • Non si corre il rischio di sbagliare l’irrigazione, grazie agli indicatori di livello dell’acqua;
  • Risparmio di tempo grazie alle cure ridotte al minimo e alle annaffiature poco frequenti.

Buona idrocoltura!