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Euphorbia antisyphilitica

Le euforbie hanno una infiorescenza altamente specializzata, il ciazio, composta da un fiore femminile centrale, dotato di pistillo, circondato da cinque o più gruppi di fiori maschili ridotti ciascuno ad un solo stame. L'insieme dei fiori è avvolto da brattee che formano un ricettacolo a coppa, con quattro ghiandole nettarifere marginali, con forme diverse (ellittiche, a mezzaluna ecc). Il fiore centrale si sviluppa prima dei fiori maschili che lo circondano, così ogni ciazio funziona come un fiore ermafrodito. La ghiandole del ciazio generalmente producono nettare, e l'impollinazione è prevalentemente zoofila. Dall'ovario del fiore femminile centrale si sviluppa un frutto tricarpellare. In effetti, il ciazio è così simile ad un fiore ermafrodita che Linneo e altri autori lo indicavano come un vero fiore. Lamarck tuttavia interpretò il ciazio come una infiorescenza e questo è quanto oggi accettato.  Le euforbie contengono un lattice acre e velenoso, ed alcune sono dotate di spine. Da molte euforbie si ricavano potenti prodotti emetici e catartici
Euphorbia antisyphilitica

Specie diffusa nel Texas e nel sud del Nuovo Messico, Stati Uniti.

I nomi comuni includono Candelilla e Cera Plant, ma il secondo è più spesso applicato ai membri del genere non correlato Hoya . È arbustiva, dal portamento eretto, in sostanza senza foglie e steli che sono coperti in cera per evitare la traspirazione.

La sua linfa bianca è stata storicamente utilizzata in Messico per il trattamento di malattie sessualmente trasmissibili.
La raccolta commerciale di cera candelilla è iniziata all’inizio del XX secolo, con una domanda fortemente crescente durante le due guerre mondiali.

 

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Schlumbergera, il “Cactus di Natale”

Fioritura della schulumbergera, meglio conosciuta come Cactus di Natale
Schulumbergera dal fiore rosso

La chiamano “Cactus di Natale” ma per i botanici questa sorprendente piantina ha un nome molto più complicato ovvero Schlumbergera. I suoi appellativi si basano sulla sua esplosiva fioritura, che spesso si verifica nel periodo che parte dal mese di novembre fino a marzo-aprile quindi sotto le feste di Natale (e anche più volte durante l’anno).
E la cosa bella è che la Schlumbergera, pur appartenendo alla famiglia delle cactacee, con le esigenze di coltivazione dei cactus centra poco. Niente deserti aridi per lei, ma piuttosto lussureggianti foreste tropicali.

La Schlumbergera sorprende per la sua natura: è infatti una pianta epifita, che cresce in natura come la maggior parte delle orchidee ovvero sugli alberi, a cavallo tra i loro rami. Con le sue corte radici si nutre delle foglie morte che si decompongono negli incavi e dell’umidità presente nell’ambiente.
Esattamente come le orchidee dunque detesta gli eccessi d’acqua, a cui è piuttosto sensibile (causano il marciume, riconoscibile quando sulle foglie compaiono zone nerastre e molli al tatto), gli spostamenti (che possono provocare la caduta dei boccioli) e i substrati poco areati.
Ama il caldo, onde per cui va riparata in casa quando il termometro scende sotto ai 10°C. Se le darete queste condizioni e un bel posto ombroso all’aperto durante l’estate, le soddisfazioni non mancheranno e appena arriveranno le giornate con poche ore di luce, la vedrete fiorire in gloria dentro la casa, mentre fuori regnano freddo e gelo…!

Buon Natale! 🙂

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Ceropegia fusca

Una pianta che ha sempre attirato la mia attenzione per la forma particolare e per i fiori… scopriamola insieme. 🙂

Ceropegia fusca
Fioritura di Ceropegia Fusca

Descrizione
Famiglia Asclepiadaceae. Pianta succulenta con fusti eretti alti circa 50 cm, cilindrici, verde-bruni scuri, da giovani quasi neri, in seguito grigiastri. Di solito accestisce dalla base ma molto lentamente. Foglie 3-5 cm che cadono rapidamente. Fiori bruni sia all’interno che all’esterno.

Coltivazione
Esposizione pieno sole. Annaffiare ogni 7-10 giorni da metà marzo a metà novembre e una volta al mese in inverno. Temperatura minima +6°C. Temperatura ottimale per la germinazione dei semi: 18-27°C.

Composta
7 parti di lapillo o pozzolana; 3 parti di terriccio di foglie o torba; 14 parti di sabbia grossolana di fiume. Inoltre 0,3 grammi di gesso e 2,5 grammi di fertilizzante base per litro di composta.

Se siete incuriositi come me, potete approfondire l’argomento con questi articoli:

 

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Tephrocactus articulatus (varietà papyracanthus)

molto “pungente”… 🙂

Balcone Fiorito

Sono stato a Murabilia a Lucca e c’era davvero l’imbarazzo della scelta! Ho preso solo tre cactus dei quali pubblicherò l’articolo con la scheda per le cure. Buona giornata, Francesco Diliddo.

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Cactacea originaria dell’Argentina formata da articoli sferico-oblunghi di circs 3-4 centimetri. Spine larghe, flessibili come la carta, che possono raggiungere 4-5 centimetri di lunghezza che produce fiori gialli (è un opuntia).
E’ molto facile da coltivare e predilige un’esposizione in pieno sole e per il terriccio ha bisogno di un miscuglio minerale un poco umifero.
Resiste al freddo invernale fino a 5 C. e bisogna sospendere le annaffiature che vanno eseguite da aprile a settembre, tenendo presente che è intollerante agli eccessi d’umidità. Si riproduce per talea e raggiunge al massimo i 30 cm di altezza.

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