guide, OT

Acta Succulenta 3-2014 è online!

Il terzo numero di Acta Succulenta è online!

Sempre una bellissima ed interessante rivista, corredata in questo numero da splendide foto notturne.
Ecco il sommario:

  • Un fotografo e un naturalista nei deserti americani (Parte 3)
  • Perù: terra di deserti, ghiaccio, cactus
  • [Succulente Marittime] Cochlearia officinalis
  • Sempervivum thompsonianum
  • Opuntia ‘Papiki’ in peninsola iberica
  • La crosta biologica del terreno

La rivista è scaricabile gratuitamente sul sito Acta Succulenta

Buona lettura! 🙂

 

coltivazione, guide

Ripicchettare i semenzali di un anno

Come e quando rinvasare i semenzali delle cactacee

Vi sarete sicuramente ritrovati con il problema di ripicchettare le semine fatte l’anno o la stagione precedente che non stanno più nel vaso originario e necessitano per forza di un rinvaso per continuare a crescere e dare quindi più spazio alle radici.
In genere, per molti appassionati, il periodo ideale è l’inverno cioè la fase di riposo vegetativo ma, personalmente ho avuto risultati positivi rinvasando i semenzali anche durante la primavera.

Finora mi è capitato di ripicchettare semenzali di astrophytum ibridi, mammillarie, echinocactus, ferocactus e cultivar di trichocereus.

La prima operazione è quella di lavare i contenitori o quantomeno pulirli accuratamente per eliminare residui di terra o radici.
Alcuni appassionati di piante grasse, lasciano in ammollo i vasi per una notte in un secchio di acqua calda con varechina.

A questo punto, dopo aver preparato il substrato con adeguata proporzione tra materiali inerti e terriccio organico, si passa al rinvaso dei giovani semenzali.
L’operazione di raccolta dei semenzali è abbastanza delicata. Bisogna infatti estrarre i semenzali dal vasetto facendo attenzione a non rompere il panetto di radici formatosi.
Potete aiutarvi con una pinzetta se i semenzali dovessero essere troppo piccoli.

Ovviamente sarebbe ottimo utilizzare un vaso per ogni semenzale… sta a voi decidere in base allo spazio che avete ed in base alla velocità di crescita della specie che state travasando.

Fate attenzione a non lasciare spazi vuoti nel terriccio… per questo battete leggermente il vaso su un piano di appoggio ed esercitate una leggera pressione sul terriccio superficiale.

Se avete optato per mettere più di un semenzale per vaso, assicuratevi che ci sia lo spazio giusto per la crescita… altrimenti l’anno successivo dovrete ripetere l’operazione del rinvaso dall’inizio!

Concluso il rinvaso, l’aspetto dei semenzali nel nuovo vaso dovrebbe essere simile a questo:

Astrophytum asterias, minima di 10°C., fiorisce da giovane, teme il sole estivo diretto e l'umidità stagnante, tende a marcire, non accestisce. Mantenere un riposo invernale piuttosto prolungato. E' prudente tenere qualche esemplare innestato p.e. su Myrtillocactus geometrizans, o Pereskiopsis velutina quando la marza è piccola; stesso discorso per A. asterias var. Super Kabuto.<br /> Astrophytum myriostigma, forma colonnare, presenta 4-5 lobi, senza spine, sole, minima 5°C., suolo minerale. E' la specie che più spesso è ibridata; Astrophytum coahuilens, si differenzia da Myriostigma per avere i puntini lanosi in rilievo.<br /> Astrophytum ornatum, crescita veloce, min.7°C; A. capricorne, fiore grande e migliore rispetto alle altre specie, min. 8-10°C.
Semenzali di Astrophytum ibridi

 

coltivazione, guide

Eliminare la cocciniglia radicale

I prodotti chimici per debellare la cocciniglie radicale dalle piante succulente

Cocciniglia radicale su Huernia laevis
Cocciniglia radicale su Huernia laevis

Nonostante siano da preferire i rimedi naturali, molte volte la pianta grassa è ormai infestata dalla cocciniglia radicale.

In alcuni casi ciò può essere dovuto ad una cattiva areazione dei vasi, specie se di plastica e se disposti uno accanto all’altro in una piccola serra con poco ricircolo d’aria e/o ristagno di umidità.

Come ci si può accorge per tempo della cocciniglia radicale?
L’operazione di rinvaso è quella più adatta per controllare lo stato delle radici e l’eventuale presenza della cocciniglia radicale.
In genere andrebbero eseguiti ogni 2-3 anni, variando da specie a specie… in modo da permettere alla pianta di crescere in un vaso più grande e in un terriccio rinnovato.

Una pianta colpita da cocciniglia radicale appare in stasi, cioè non cresce più, non fa nuove spine e, con l’arrivo della bella stagione, non riprendere a crescere come le altre apparendo in alcuni casi addirittura molto deperita.

Elenco dei principali prodotti chimici:

  • Reldan 22
    Si tratta di un prodotto che agisce per contatto, quindi non efficace come un sistemico e non preventivo, ma ha ottima azione contro la cocciniglia, il ragnetto rosso e gli sciardi.
    Normalmente si diluiscono 2-4 ml per litro d’acqua.
    [contiene Clorpirifos-metile]
  • Confidor
    Ottimo prodotto sistemico che va somministrato quando le piante sono in vegetazione, è inutile durante il riposo invernale; in primavera con la ripresa vegetativa, è possibile effettuare due annaffiature consecutive a distanza di 10-15 giorni, comunque quando la terra si è completamente seccata.
    Preventivamente, in autunno, si può fare un’annaffiatura prima della stasi vegetativa ed una prima della ripresa vegetativa.
    [contiene imidacloprid]
  • Fenix
    Come il Reldan22 viene spruzzato sulle parti aeree della pianta in caso sia visibile cocciniglia cotonosa, non è sistemico, ma da contatto.
    Annaffiando in primavera si agisce sulle neanidi che stanno iniziando ad uscire dai nidi.
    [contiene Dicofol]

Vi sono infine, dei rimedi naturali, secondo me adatti però solo quando la pianta non è ormai infestata dalla cocciniglia radicale o come azione preventiva:

  • Inserire sul fondo del vaso una pallina di naftalina che tiene alla larga dal terriccio vari tipi di insetti nocivi per le piante grasse;
  • Togliere gli insetti a vista con un cotton-fioc imbevuto di alcool denaturato.

 

Spero che questa piccola guida vi sia stata utile… accetto consigli e suggerimenti in base alle vostre esperienze con questo parassita fastidioso!

 

guide, innesti

Come innestare le piante grasse

Quando e come procedere all’innesto delle piante succulente

La tecnica dell'innesto, definita da molti una tecnica di moltiplicazione, è stata largamente trattata su quasi tutte le riviste specializzate del settore e praticata da moltissimi coltivatori e collezionisti. Se il fine principale è quello di far attecchire su di una pianta una di specie diversa, della quale si vuole migliorare la resa, è vero anche che negli ultimi anni si è fatto ricorso all'innesto per svariate ragioni. Due gruppi contrapposti di coltivatori hanno sostenuto per decenni le proprie tesi sul rifiuto o sull'uso intensivo di questa tecnica. Da un lato c'è chi rifiuta esemplari deformati per via del taglio praticato o che preferisce esemplari con radici proprie.
Innesto di semenzale di Astrophytum digitostigma su pereskiopsis

Il mese di Giugno, in genere, è il periodo ideale per fare qualche innesto.
In questo mese infatti, le temperature minime non scendono al di sotto dei 20°C e le temperature medie si mantengono abbastanza alte e costanti.

Personalmente, innesto da diversi anni… anche se tutt’oggi non mi manca di scoprire a volte “piccoli trucchi” provati da altri appassionati nella coltivazione delle piante grasse.

Vi riassumo quindi in questa pagina, gli articoli che affrontano l’argomento innesti in questo blog:

Spero che gli articoli vi possano essere utili… accetto consigli e suggerimenti/opinioni… grazie! 🙂

 

guide, semina

La semina delle piante succulente

Come e quando seminare le piante grasse

Il risultato finale, che oggi possiamo ammirare sotto le più svariate forme e disegni, fu quello di ottenere una pianta ricoperta da una trama fittissima di spot.
Plantule di circa un mese di cultivar di Astrophytum

Ormai siamo in pieno periodo di semine, le temperature minime infatti permettono di coltivare anche specie quali Adenium, Pachypodium ed altre succulente oltre alle più conosciute cactacee come Astrophytum, Mammillaria, Ferocactus, Echinocactus, Echinocereus, Gymnocalycium ecc.

Qualcuno di voi, pur avendo “sotto mano” dei semi (magari prodotti dalle proprie piante), non ha ancora provato a seminare… ed allora che aspettate!

Vi elenco una serie di articoli che potrebbero esservi utili se siete proprio “a digiuno” sull’argomento semine… spero vi siano utili!

Ovviamente questi articoli non vogliono essere la “bibbia” della semina ma, sono stati scritti in base alla mia esperienza ed in base ai miei insuccessi… anch’io ho da imparare, per cui accetto anche critiche e suggerimenti! 🙂

Buona semina! 🙂