coltivazione, semina

Le etichette per le semine

Come etichettare le piante succulente e le nostre semine.

Forse alcuni di voi, non ci hanno ancora pensato o non si sono posti il problema ma, aumentando il numero di piante grasse si porrà prima o poi il problema di etichettarle correttamente in modo da avere in futuro una collezione “di tutto rispetto”.

Se poi anche voi, come me, vi siete cimentati nel seminare le piante grasse o avete intenzione di farlo, allora dovrete per forza procurarvi per tempo delle etichette plastificate.

Molti se le auto-producono tagliando dei pezzi di plastica e non penso che sia una soluzione sbagliata a priori ma, secondo me, bisogna poi tener conto anche di come andrò a scrivere sulle mie etichette in quanto non vorrei trovarmi successivamente con le etichette scolorite (a causa delle intemperie) e perciò con la scritta quasi totalmente illeggibile.

In questi anni, ho sempre usato delle etichetta plastificate (di colore giallo per distinguere le mie piante succulente da quelle della mia compagna Stefania) acquistate qualche anno fa da un vivaio tedesco di cui però ahimè non ricordo più il nome.

Dopo vari tentativi, la soluzione di scrivere su queste etichette con la matita è stata quella vincente! Ho infatti notato che la grafite della matita resiste maggiormente alle intemperie del tempo rispetto ai pennarelli indelebili.

Eccovi quindi alcuni link, dove potrete acquistare le etichette plastificate per catalogare le vostre amate piante grasse:

Se conoscete invece altri rivenditori, soprattutto se italiani, non mancate di segnalarmelo inserendo un semplice commento a questo articolo… grazie! 🙂

 

semina

Le mie piccole semine di astrophytum stanno crescendo!

Le plantule di semenzali di astrophytum cultivar.

A distanza di 2 settimane, ho controllato i risultati della mia semina. I semi sono quelli di Daniele Mongiat.

Purtroppo, come vedrete dalle foto, per mancanza di tempo in questi ultimi periodi, ho dovuto usare del terriccio già usato per precedenti semine.
Come noterete, son comparse le alghe e le muffe che dovrò prevedere di trattare quanto prima con del fungicida… proverò a vaporizzare le semine ed il terriccio superficiale con del previcur diluito in acqua nelle ore serali.

 

Gli Astrophytum, il cui nome deriva dal greco ‘aster’ (stella) e ‘phyton’ (pianta) hanno da sempre esercitato un fascino particolare nei confronti degli amatori di cactacee, fascino che è andato crescendo da quando sono stati immessi sul mercato numerosi, spettacolari ibridi.  Nel 1827 Thomas Coulter raccolse nello stato messicano di Hidalgo una pianta che oggi chiamiamo A. ornatum, ma che fu descritta nel 1828 da De Condolle col nome di Echinocactus ornatus. Nel 1839 Charles Lemaire attribuì il nome di A. myriostigma ad una pianta raccolta nel nord del Messico. Nello stesso anno H. G. Galeotti chiama Cereus callicoche, che diverrà A. myriostigma, una pianta raccolta in San Luis Potosí. Nel 1845 anche J. G. Zuccarini descrisse come Echinocactus asterias una pianta raccolta da Karwinsky due anni prima.  Nel 1851 Poselger trova a Coahuila una specie, che Dietrich descrive come Echinocactus capricornis, che in seguito assumerà il nome di A. capricorne. Moeller, nel 1927, chiama Echinocactus myriostigma ssp. coahuilense una pianta che nel 1932 Kayser ridenomina come A. coahuilense.
Astrophytum nudum “wine red flower”
Pianta solitaria, priva di getti, di forma globosa o colonnare, con un limitato numero di costolature più o meno prominenti. Corpo verde o glauco con la presenza tipica di sottili ciuffi bianchi (tricomi). Il fusto con l’età diventa marrone scuro a partire dalla base. I tubercoli sono assenti, mentre le spine, rigide o cedevoli, diritte o ritorte e intrecciate, sono presenti solo in A. capricorne e A. ornatum. Le radici si presentano fibrose, superficiali ed estese, fittonanti solo in A. asterias e in A. caput-medusae. I fiori, imbutiformi, diurni, compaiono all’apice della pianta, sono di colore giallo con la presenza o meno di una gola di colore rosso, l’antesi dura 2-3 giorni. Il frutto è per lo più secco, deiscente (si apre naturalmente), a rapida maturazione, presenta una forma globosa ed è fornito di peli. I semi, marrone scuro, si presentano lucidi e lisci con dimensione di 2-4 mm., germinano velocemente, la dispersione avviene ad opera delle formiche. Gli A. sono distribuiti dal Texas meridionale al nord ed al centro del Messico su suoli calcarei, montani e collinari.
Astrophytum kikko kohyo variegato
Pianta solitaria, priva di getti, di forma globosa o colonnare, con un limitato numero di costolature più o meno prominenti. Corpo verde o glauco con la presenza tipica di sottili ciuffi bianchi (tricomi). Il fusto con l’età diventa marrone scuro a partire dalla base. I tubercoli sono assenti, mentre le spine, rigide o cedevoli, diritte o ritorte e intrecciate, sono presenti solo in A. capricorne e A. ornatum. Le radici si presentano fibrose, superficiali ed estese, fittonanti solo in A. asterias e in A. caput-medusae. I fiori, imbutiformi, diurni, compaiono all’apice della pianta, sono di colore giallo con la presenza o meno di una gola di colore rosso, l’antesi dura 2-3 giorni. Il frutto è per lo più secco, deiscente (si apre naturalmente), a rapida maturazione, presenta una forma globosa ed è fornito di peli. I semi, marrone scuro, si presentano lucidi e lisci con dimensione di 2-4 mm., germinano velocemente, la dispersione avviene ad opera delle formiche. Gli A. sono distribuiti dal Texas meridionale al nord ed al centro del Messico su suoli calcarei, montani e collinari.
Astrophytum asterias “starshape red flower”

Molto più lenti invece, sono le cultivar di onzuka, superkabuto e shinshowa.
Al momento però, non è spuntata neanche una plantula di digitostigma o “caput medusae”… spero si decidano presto!

Quanto prima, andrò ad innestare qualcuno di questi semenzali su pereskiopsis. 🙂

 

semina

La mia semina di astrophytum

Semina di cultivar di astrophytum

Stamattina, complice la bella giornata qui a Roma dopo diversi giorni di pioggia, ho seminato i semi di cultivar di astrophytum che mi ha spedito il mio amico Daniele Mongiat.

Ho iniziato quindi a preparare le etichette…

Parlando della semina delle piante grasse, non me la sento di dire che è difficile, come può sembrare; la prima volta che ho seminato cactus (andando a senso), i semi sono germinati tutti, e le piantine sono ancora, quasi :) tutte vive, sarò stato fortunato, sarà il mio naturale pollice verde... è vero anche che iniziando a comprare i semi online, o a seminare piante più "difficili" qualche insuccesso lo avuto, ma l'importante è capire dove si è sbagliato, e ricominciare! se si hanno dei problemi nel 2°-3° mese dopo la germinazione, generalmente sono dovuti ad errori nella preparazione della semina o nella gestione delle piantine nel primo mese.
Le etichette per la semina

In questo caso, all’inizio della semina, in genere, preferisco scrivere il codice della semina piuttosto che la specie. Successivamente, quando andrò ad innestare le plantule più interessanti (specie quelle variegate), scriverò il nome completo della cultivar sul cartellino.

Finora ho sempre utilizzato la matita per scrivere su queste etichette.
Ho infatti notato che la grafite è più resistente alle intemperie ed alle condizioni atmosferiche piuttosto che i pennarelli indelebili che con il sole tendono a scolorirsi con il passare del tempo.

Ho preparato quindi il terriccio usando del normale terriccio universale, opportunamente filtrato, e materiali inerti quali lapillo, pozzolana, pomice, ghiaietto di granulometria 2-3 mm.

Dopo una settimana la maggior parte dei semi saranno nati ad una temperatura costante di circa 20 °C (Alcuni tipi di semi hanno una germinazione velocissima, 1-2 giorni, altri possono richiedere anche più di un mese). Generalmente per il primo mese (o primi 15 giorni) è consigliabile lasciare chiuso il sacchetto o la pellicola, o lasciare l'acqua nel sottovaso, a meno che non notiate una eccessiva crescita di alghe o di funghi, in quel caso è meglio far areare, ed eventualmente passare alla tecnica del sottovaso, o in casi estremi, far seccare leggermente la terra e rimuovere manualmente le zone contaminate.
Il terriccio ideale per la semina.

Successivamente ho iniziato quindi a seminare, coprendo bene i semi e pressando il terriccio sopra i semi stessi in modo che non si formino delle zone d’aria.

Preparati tutti i vasetti, li ho immersi in una vaschetta di plastica lasciandoli in ammollo per 10-15 minuti in acqua con qualche goccia di previcur e stimolante 66F.
Una volta che l’acqua risale fino alla superficie, e quindi i vasetti di semina sono completamente imbevuti, li sistemo in un’altra vaschetta lasciando l’acqua di scolo in eccesso.

Se dopo una settimana 10 giorni, o cmq dopo il tempo previsto per la germinazione dei vostri semi, non è nato niente, e non sono visibili eccessivi segni di contaminazione come: uno strato verde brillante, indice di alghe, una lanugine bianca, indice di funghi, o una patina grigiastra, indice di muffe, potete aspettare una settimana, se ancora non nasce niente, fate seccare completamente la terra, e dopo una decina di giorni, immergete il contenitore nella solita bacinella d'acqua e ricoprite con pellicola, aspettando nuovamente una settimanella. Se ancora non nasce niente o abbandonate l'impresa, o riprovate, consiglio di mantenere i contenitori così come sono per qualche mese e poi riprovare, se non dovesse nascere mai niente, può essere che i semi sono troppo vecchi (più di 3-5 anni) o che sono tra i pochi con esigenze particolari per la germinazione (come tempo prolungato o temperature molto alte) oppure in ultimo, alcuni semi necessitano di un trattamento che li prepari alla germinazione come avviene in natura, ossia con fasi di freddo; per simulare questo, potete provare ad inserire il contenitore una volta che la composta si è seccata, in frigorifero, ricordandovi di tirarlo fuori una volta ogni 2-3 giorni per un giorno, dopo un mesetto di questo trattamento, riprovate a bagnare e a mettere sotto la luce... ma non è detto che ne venga fuori qualcosa.... comunque nella maggior parte dei casi i semi germinano senza problemi al primo tentativo!!!!
La vaschetta con i vasetti di semina

Ho sigillato poi la vaschetta con all’interno i vasetti, con della comune pellicola trasparente da cucina.
Per la chiusura ho utilizzato dei comuni elastici.

Fatto ciò, ho infine sistemato la semina in serra in posizione ombreggiata e riparata.

Fra una decina di giorni andrò a controllare quante plantule saranno spuntate… speriamo tante!!!

Seguite questo articolo per vedere gli sviluppi di questa semina. 🙂

 

 

 

semina

Astrophytum cultivars: si semina!

Semina di astrophytum cultivars

Oggi finalmente, sono arrivati i semi del mio amico Daniele Mongiat, appassionato e collezionista di cultivar di astrophytum.
I semi sono di sua produzione, qui potete vedere anche una galleria di foto delle sue piante in vendita.

Semi di astrophytum
Semi di astrophytum

Ecco i semi che ho scelto… in settimana andrò a seminarli, dopo aver preparato il terriccio.

1. caput-medusae (Digitostigma)
2. asterias starshape red flower x red flower
3. nudum wine red flower x red flower
4. shinshowa yellow x shinshowa yellow
5. asterias hanazono (100%)
6. superkabuto selection
7. kikko koh-yo ball x kikko koh-yo variegated selected
8. kikko koh-yo white x onzuka kikko
9. onzuka ball 3-ribs (100%)

Seguite questo articolo… vi aggiornerò presto sull’evoluzione della semina.

 

guide, semina

La semina delle piante succulente

Come e quando seminare le piante grasse

Il risultato finale, che oggi possiamo ammirare sotto le più svariate forme e disegni, fu quello di ottenere una pianta ricoperta da una trama fittissima di spot.
Plantule di circa un mese di cultivar di Astrophytum

Ormai siamo in pieno periodo di semine, le temperature minime infatti permettono di coltivare anche specie quali Adenium, Pachypodium ed altre succulente oltre alle più conosciute cactacee come Astrophytum, Mammillaria, Ferocactus, Echinocactus, Echinocereus, Gymnocalycium ecc.

Qualcuno di voi, pur avendo “sotto mano” dei semi (magari prodotti dalle proprie piante), non ha ancora provato a seminare… ed allora che aspettate!

Vi elenco una serie di articoli che potrebbero esservi utili se siete proprio “a digiuno” sull’argomento semine… spero vi siano utili!

Ovviamente questi articoli non vogliono essere la “bibbia” della semina ma, sono stati scritti in base alla mia esperienza ed in base ai miei insuccessi… anch’io ho da imparare, per cui accetto anche critiche e suggerimenti! 🙂

Buona semina! 🙂