fioriture

Salutando il 2014…

…che, fortunatamente, ormai è solo un vecchio ricordo! 🙂

Apice di Mammillaria geminispina v.nobilis
Apice di Mammillaria geminispina v.nobilis
Una comunissima ma sempre bella Lobivia aurea
Lobivia aurea
Splendida fioritura copiosa della mia mammillari luethyii, molto simile alla theresae ma da non confondere!
Mammillaria luethyii

…e qualche succulenta non cactacea di cui ignoro il nome…

piante-succulente-fioritura-viola

piante-succulente-fiori-rossi

Spero vi piacciano! 🙂

 

fioriture

Lithops al tramonto

Fioriture di alcuni lithops, meglio conosciuti come “sassi viventi”

In questo periodo, stanno fiorendo solo i lithops… preciso che si tratta di piante della mia compagna Stefania (alias “Mysa“)… eccovi alcune fioriture:

Le Lithops sono delle "pietre viventi" o "sassi viventi" come più spesso sono chiamate. Sono dei  veri e propri capolavori di adattamento della natura alle condizioni impervie di vita delle zone desertiche.
Lithops in fioritura
Il genere Lithops, appartenente alla famiglia delle Aizoaceae comprende un gruppo molto vasto di piante grasse perenni conosciute anche come "pietre viventi" in quanto rassomigliano a delle vere e proprie pietre del deserto. Sono infatti originarie delle zone desertiche dell'Africa meridionale.  La pianta è costituita da due sole foglie opposte, fuse insieme in modo da formare una sorta di cono rovesciato suddiviso nella parte centrale da un setto.   Queste piante sono un vero e proprio capolavoro di adattamento alla vita estrema, escogitando tutta una serie di meccanismi atti alla sopravvivenza nelle zone desertiche
Composizione di Lithops, “sassi viventi”

Le Lithops sono piante molto facili da coltivare e non richiedono cure particolari. Nelle regioni a clima temperato o freddo non possono essere coltivate all'aperto in quanto piante tipicamente da zone desertiche quindi con alte temperature e scarsa umidità.  In considerazione del fatto che le specie di Lithops sono tante e gli aerali di vita sono molto vasti, non è facile dare delle indicazioni generali su come coltivarle ma possiamo dare delle linee guida che poi saranno da voi adattate in base a come le vedrete crescere e svilupparsi.  Per prima cosa c'è da dire che le Lithops non hanno problemi di temperature massime mentre sono piante più sensibili alle minime che non dovrebbero scendere al di sotto dei 5°C.  Amano la luce, soprattutto il sole diretto in quanto se non lo ricevono per almeno 4-5 ore al giorno, tendono a sfilare, vale a dire ad allungarsi, perdendo la loro forma compatta in quanto vanno "alla ricerca del sole" e perdono anche le caratteristiche screziature. Attenzione però alla luce filtrata attraverso i vetri che potrebbe ustionarle (effetto lente) per cui è preferibile che siano esposte al sole o al mattino o al pomeriggio, soprattutto durante il periodo estivo (evitando le ore più calde), per cui è bene trovare una posizione in casa che tenga conto di questo fatto. Assicurate anche un buon ricambio dell'aria.

Nella tarda primavera e all'inizio dell'estate  la pianta di Lithops inizia ad andare in riposo vegetativo (periodo in cui nei loro luoghi di origine inizia il caldo intenso e le piogge sono scarse o assenti) e per sopravvivere utilizza l'acqua immagazzinata nei tessuti delle foglie. In questo periodo occorre ridurre sensibilmente le annaffiature.   Durante l'estate la pianta entra in un vero e proprio riposo e pertanto sospende tutte le attività quindi non va annaffiata. Solo se vediamo che raggrinzisce troppo, diamone un pochino, ma proprio poco, senza che l'acqua vada in profondità nel terreno.  Verso agosto - settembre  la pianta riprende vita e ce ne accorgiamo in quanto la fessura tra le due foglie diventa più evidente, "la pianta si apre". In questo periodo si riprendono le annaffiature in maniera graduale. Dalla fessura vedremo comparire una gemma che originerà il fiore. Oltre ciò vedremo che inizieranno a formarsi due nuove foglie, sempre dalla fessura che via via diventeranno sempre più grandi.  Una volta che la pianta ha sfiorito, occorre ricominciare a ridurre le annaffiature fino a sospenderle del tutto verso fine settembre e proseguire in questo modo per tutto l'inverno anche se è un periodo molto attivo per la pianta in quanto le due nuove foglie crescono ma lo fanno a spese dell'acqua accumulata nelle vecchie foglie che vedremo infatti via via rinsecchirsi e diventare simili a dei pezzi di carta raggrinziti ed ormai vuote (molto evidente nella foto sopra della Lithops optica) e possono essere eliminate. E' importante lasciare rinsecchire queste foglie in quanto se rimanessero belle sode, impedirebbero lo sviluppo delle nuove foglie della pianta.  Durante questo periodo facciamo in modo che la Lithops sia posizionata in un luogo dove le temperature non scendano sotto i 5°C in quanto la pianta potrebbe danneggiarsi seriamente.   All'inizio della primavera occorre riprendere le annaffiature, in maniera graduale ed aspettando che il terreno si asciughi tra una irrigazione ed un'altra.

Se volete conoscere meglio questa specie, ed approfondire meglio tutti gli aspetti della sua coltivazione, vi consiglio di leggere l’articolo “Come curare e coltivare le piante di Lithops“.

Buona coltivazione! 🙂

 

fioriture, impollinazione

Ferobergia: un’ibridazione impossibile?

Una delle ibridazioni che sto cercando di fare da tanto tempo è proprio questa: tra ferocactus (madre) e leuchtembergia principis (padre).

Finora non ci sono riuscito; a volte perché le piante non fiorivano nello stesso periodo oppure perché c’era poco polline.

Spero quest’anno di riuscirci finalmente! 🙂

Leuchtenbergia – Genere appartenente alla famiglia delle Cactaceae che comprende una sola specie: la Leuchtenbergia principis. Il suo nome pare derivi da Eugene de Beauharnais (1781 - 1824) o da Joseph de Beauharnais, duchi di Leuchtenberg, senza che tuttavia nessuno dei due avesse particolare fama di botanico.  Pianta originaria del Messico, la Leuchtenbergia ha grosse radici dalle quali si apre una rosetta di lunghi rigidi tubercoli a sezione triangolare simili a quelli dell'Agave che hanno all'apice un'areola da cui si apre a sua volta una rosetta di circa 8 spine di consistenza cartacea con una centrale più lunga. Quando i tubercoli basali seccano, lo staccarsi degli stessi dà vita ad un breve fusto.  Il fiore della Leuchtenbergia è imbutiforme e con molti petali; nasce dalle areole dei tubercoli giovani posti al centro della pianta ed ha un colore giallo con petali a volte rossastri all'esterno e un leggero profumo.  La Leuchtenbergia ha delle affinità genetiche piuttosto marcate con i Ferocactus, e sono state prodotte negli ultimi anni forme ibride tra i due generi (Ferobergia).
Ibrido di Ferobergia

Etimologia
Il nome di questo genere ibrido deriva dai nomi contrattati dei due generi genitori: “Ferocactus” e “Leuchtembergia” da cui questa pianta viene originata. La “X” prima del nome significa “ibrido”.

Descrizione
E’ un ibrido intergenere, ottenuto incrociando una delle varie specie di Ferocactus (come femmina) e una Leuchtenbergia principis (come maschio).
Questi ibridi sono molto variabili, grazie alla intersezione di caratteri derivanti dai genitori.
La lunghezza dei tubercoli e delle spine sono molto differenti tra gli ibridi ottenuti, ed infatti si ottengono una grande varietà di forme in coltivazione.
A volte una piantina perde un po’ di clorofilla diventando una pianta grassa variegata.

Solitamente i tubercoli sono più o meno lunghi, a tre lati. Le areole si trovano sulle punte di tubercoli.
Alcuni ibridi di Ferobergia producono piccole gocce di nettare da ghiandole areolari come succede nei Ferocactus.

Le spine invece molto variabili. Alcune piante le hanno lunghe, innocue, simili a quelli di Leuchtenbergia; mentre altri ibridi l hanno corte e robuste, a volte anche uncinate (più simili a quelle dei Ferocactus).

I fiori sono in genere gialli, ma a volte anche rosa o viola.

Coltivazione
Molti appassionati e collezioni di piante grasse, coltivano questo ibrido da seme.
Per la semina, in genere, si utilizza una miscela minerale con una buona capacità di drenaggio.

La frequenza delle annaffiature è quella comune a tutte le piante succulente con particolare attenzione agli ibridi variegati, cioè privi di clorofilla specie se non innestati e quindi su proprie radici. La mancanza di acqua farà la punta dei tubercoli gialla.
Mantenere asciutta la pianta a temperatura non inferiore a 5 ° C in inverno, anche se tollera brevi periodi fino a -5 gradi.

Questo ibrido di Ferobergia ha una forte radice a fittone, e dovrebbe quindi avere un vaso più profondo piuttosto che largo.
Va coltivata a mezz’ombra.

Propagazione
Principalmente per seme ed anche per innesto. Raramente per innesto dei tubercoli.

 

fioriture

Melocactus: prima fioritura

Il mio unico melocactus in fiore!

Non è il mio genere preferito, infatti possiedo solo una pianta grassa di questa famiglia ma… proprio in questi giorni mi sta regalando dei piccolissimi e simpatici fiori fucsia.

Secondo voi, qual’è il suo nome? …sarà un matanzanus?

Il Melocactus è un genere di piante succulente della famiglia delle Cactaceae, comprendente circa 40 specie.  Il nome deriva dal latino melo (melone) unito a cactus, data la forma del fusto che presenta all'apice una forma globulare o cilindrica detta "cefalio"; questo, alla cresceti si presenta emisferico e prende poi forma cilindrica quando raggiunge la crescita.  Originari dell'America centro-meridionale, i melocactus, sono piante molto rare e delicate. I fusti hanno forma simile a tutte le comuni cactacee; sono di colore verde e presentano costolature con areole più o meno spinose.  La crescita è molto lenta e la riproduzione avviene solo per seme in quanto la pianta non produce polloni, ed è questo uno dei motivi che rende la pianta rara. A volte le piccole piante vengono innestate sui fusti di Trichocereus
Particolare dei piccoli fiori fucsia
Il melocactus richiede un terriccio molto drenante come tutte le piante succulente ma la temperatura di esposizione richiesta è molto alta e di pieno sole; anche nel periodo invernale la pianta non dovrà essere esposta a temperature inferiori ai 16 °C. Le annaffiature andranno fatte solo a terreno completamente asciutto e sospese del tutto nel periodo invernale  La riproduzione avviene per semi depositando gli stessi in un letto di terra setacciata e sabbia costantemente umidi ed esposti ad una temperatura di 24 °C in posizione ombreggiata.
Melocactus con iniziale formazione del cefalio

Vi piace? 🙂

 

fioriture

Hoya publicalyx cv. “silver pink”

Le hoya riprendono a fiorire!

Vi mostro la fioritura di una delle mie hoya:

La tassonomia dei generi di Hoya è molto complicata e in costante aggiornamento, la gran maggioranza di specie di Hoya ad oggi conosciute è stata introdotta in coltivazione successivamente al 1990, e tutt'ora esistono numerosissime specie mai identificate tenute in collezione con nomi come Hoya sp., Hoya sp. seguito dal paese in cui è stata raccolta o Hoya sp. seguito da un numero assegnato dal singolo possessore della pianta. Inoltre molte zone da cui originano le Hoya sono ad oggi ancora inesplorate. Ed ancora, esistono diversi generi di piante strettamente legati al genere Hoya, come le Dischidia, Absolmsia, Micholitzia, Eriostemma, Centrostemma, e alcune piante ad oggi conosciute entrano ed escono da questi generi per essere associate o escluse dal genere Hoya. Ultimamente si sta cercando di fare chiarezza associando alla classificazione di Linneo la moderna tecnica di classificazione con DNA, il procedimento è costoso e quindi lento.  Appreso questo è impossibile stabilire con certezza per il momento quante specie appartengono al genere Hoya, quindi in base alle classificazioni di diversi studiosi e appassionati si va dalle 90 alle oltre 300 specie.
Fioritura Hoya Publicalyx cv.”silver pink”
Le foglie delle Hoya possono essere molto differenti tra loro, sono sempre (tranne per la H. imbricata) prodotte in coppie opposte all'altezza di un nodo del fusto della pianta. Le foglie delle Hoya che crescono in ambienti più secchi sono succulente, appunto per non disidratarsi velocemente, mentre quelle che crescono in ambienti più costantemente umidi sono più ampie e sottili. Alcune come quelle delle Hoya linearis sono strette e affusolate e differiscono notevolmente da quelle delle altre Hoya.  I fusti delle Hoya possono essere rampicanti, striscianti e in alcuni casi eretti e cespugliosi.
Una macro particolare dei fiori

Questo è la varietà più comune del gruppo pubicalyx.
Questa specie cresce molto bene e veloce. Ha foglie verdi con spruzzi d’argento. I marchi d’argento sulle foglie diventano rosa-argento quando esposti con più luce e sole. I fiori sono profumati e sono simili alla carnosa H., ma con una sfumatura più vicina al colore marrone con un centro rosa. E’ originaria delle Filippine.
Bisogna tenere questa hoya a circa 40°, ma può sopportare il gelo per brevi periodi di tempo.

In questa pagina invece, c’è l’elenco completo delle specie “publicalyx”