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ABILMENTE: Vicenza e… Roma

Fiera molto interessante… da non perdere!

Le cose di Mys@

VICENZA / ROMA

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Cos’hanno in comune queste due città? Beh se prima erano legate da un sottile filo creativo… quest’anno sono in simbiosi! Si Amiche.. quest’anno chi vorrà fare un pieno di creatività avrà a disposizione una delle Fiere più importanti del settore.

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reblog

Pillole di filosofia cactacea

molto divertente… 😀

12mq

Quanta è la varietà del mondo delle succulente, tanta è la varietà del mondo degli appassionati. Le tipologie individuabili sono davvero infinite: c’è l’ottimista incurante, che compra piante grasse e le sistema poi in un ambiente del tutto inadatto, stupendosi se la piantina, in cerca di luce, si allunga a dismisura fino a cambiare baricentro e lanciarsi nel vuoto; c’è il perfezionista addicted, che sterilizza i vasi e perfino il terreno, si tormenta sulla giusta composizione del substrato e sulla quantità di calcare nell’acqua di rubinetto; c’è il tipo sadico che sperimenta innesti, ibridazioni, sopravvivenza in condizioni estreme; c’è il tipo ingegneristico-professionale, che ama progettare serre iperspaziali per consentire alle proprie piantine di superare l’inverno in modo confortevole….
E si potrebbe andare avanti all’infinito. Tuttavia, la differenza secondo me più significativa, e per così dire alla base di tutte le scelte posteriori, riguarda l’aspetto puramente estetico, ed…

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coltivazione

Maledetta cocciniglia!

La cocciniglia cotonosa sulle mie piante grasse

Quest’anno direi che per me, è stato proprio l’anno della cocciniglia! 😦

Sia le piante in serra che quelle fuori, sono state colpite dalla cocciniglia cotonosa e da quella “a scudetto”.
Il lavoro per toglierla definitivamente è stato particolarmente difficile per questa cultivar di astrophytum, date le sue “pieghe” lungo le coste:

Spesso il luogo migliore per curare le piante è fuori casa, in una mite giornata priva di vento: il davanzale può essere un’alternativa, così come un lavandino. Se utilizzi trattamenti chimici, la cosa importante è tenere le piante lontane dalla luce solare diretta finché il fogliame non si è asciugato. Inoltre se vuoi evitare brutte sorprese ricordati di fare attenzione durante l’utilizzo di qualsiasi prodotto: la maggior parte dei componenti chimici infatti danneggia le superfici lucide. Taglia via e brucia ogni materiale infestato. Puoi liberare dai parassiti le piante robuste investendole con un getto d’acqua; per i cactus puoi servirti di una spazzola o di un pennello dalle setole rigide, in modo da riuscire a penetrare tra le spine.
Cocciniglia cotonosa su astrophytum
Sotto la lente d’ingrandimento, un’infestazione da cocciniglia cotonosa assomiglia ad un raggruppamento di piccoli pidocchi coperti da una cerea sostanza bianca. Come debellarli? Ecco di seguito il primo di due articoli a riguardo! La cocciniglia cotonosa si nutre della linfa delle piante che ha infestato: le sue uova si nascondono e si schiudono sotto un rivestimento biancastro. L’aspetto è quello di una muffa innocua: a lungo andare però, se il parassita non viene combattuto, può compromettere seriamente il sistema di sostentamento della pianta, provocandone prima un collasso generale ed infine la morte. Alle piante da esterno la cocciniglia può causare danni durante l’estate; in appartamento ed in serra invece, dove il potere infestante aumenta, colpisce soprattutto in autunno e nel primo periodo invernale.
Apice di cultivar di astrophytum colpito da cocciniglia

Ciclo vitale del parassita

La cocciniglia cotonosa nel suo ciclo vitale passa attraverso tre diverse fasi: uovo, ninfa, insetto adulto. La maggior parte degli insetti è di sesso femminile e la riproduzione avviene per partenogenesi più di otto volte ogni anno.

Le femmine depongono grappoli costituiti da più di 150 uova che sono coperte da un batuffolo ceroso. Se la temperatura ambientale è elevata, diciamo sui 28°C, le uova si schiudono in pochi giorni e le ninfe si muovono per cercare di nutrirsi. Una volta che hanno trovato il luogo adatto, pur essendo in grado di spostarsi, lo fanno raramente.

Dopo circa un mese la cocciniglia raggiunge lo stato adulto. In un ambiente caldo o in serra la maggior diffusione del parassita si verifica nella tarda estate e continua fino alla stagione invernale.

Nel mio blog, avevo già parlato della cocciniglia e di altri parassiti che colpiscono le nostre amate piante succulente:

Spero di esservi stato utile se anche voi avete problemi con la cocciniglia. 🙂

coltivazione

Il portainnesto ideale

CactusFollia

I vari portainnesto da usare per le piante grasse: vantaggi e svantaggi

Myrtillocactus geometricans

E’ in assoluto il portainnesto più utilizzato e più comune da trovare.
Io ho iniziato i miei primi innesti proprio con delle talee radicate di myrtillocactus o qualche piantina seminata due-tre anni prima.
Crescono molto velocemente ed è un portainnesto ideale per semenzali di circa 5-6 mesi di vita.
E’ una pianta che non deforma molto la marza ma, ho notato, che soffre molto il freddo ed ho avuto anche qualche esperienza negativa con l’estremo caldo… nel senso che possono soffrire le giornate calde d’estate se lasciati in una serra con poca areazione.

Harrisa jubertii

Questo è stato il terzo tipo di portainnesto che ho iniziato ad usare, dopo le pereskiopsis.
Ho notato che rispetto ai myrtillocactus sono più resistenti al freddo e ultimamente li sto preferendo ai primi.
Ho visto anche che non penetra molto all’interno…

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coltivazione

Realizzare un appendivasi per le nostre hoya

A grande richiesta, ribloggo questo articolo che molti di voi hanno trovato interessante e ricco di spunti…

CactusFollia

Un originale appendi-vasi “fatto a mano” per tutte le piante succulente dal portamento ricadente

In questo tutorial, vi spiegherò come creare un appendivasi per le nostre piante grasse dal portamento ricadente quali crassule, hoya ecc.
La realizzazione è veramente molto semplice ed il materiale utilizzato è poco ed economico.

Materiale usato: portavasi, spago colorato (circa 3 mm di diametro) o una corda a vostro piacimento, gancio a S.

Un appendivasi molto carino ed economico per le piante succulenti dal portamento ricadente. Passo 1: Il primo nodo al centro del portavasi

Innanzitutto tagliate 4 pezzi di corda o spago della stessa lunghezza.
In questo tutorial, ho fatto 4 pezzi da 1 metro ciascuno ma, la lunghezza dipende soprattutto dal diametro del portavasi e dall’altezza che volete dare al portavasi una volta appeso… fate diverse prove.

Passo 1: Capovolgete il portavasi ed annodate le quattro corde ottenute al centro della loro lunghezza.
Posizionate poi il nodo creato al centro del fondo del portavasi.

Annodando le varie corde si inizia ad ottenere la trama che sosterrà poi il portavasi per appendere le nostre hoya, crassule ecc. Passo 2:…

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