coltivazione

Aiuto! …parassiti e malattie

CactusFollia

Come combattere parassiti e malattie delle nostre amate piante grasse

Anche le piante grasse, come tutte le altre piante, sono suscettibili di attacchi di parassiti e malattie (funghi, marciumi ecc.).
I parassiti con i quali mi sono imbattuto più frequentemente, nei miei anni di coltivazione, sono il ragnetto rosso, la cocciniglia e gli afidi.

Il ragnetto rosso è uno dei parassiti delle piante succulenti. Il ragnetto rosso

Il ragnetto rosso è un piccolissimo acaro fitofago che trova le condizioni ideali di sviluppo in ambienti eccessivamente caldi e secchi. Può essere causa della perdita di colore delle foglie che tenderanno prima ad ingiallire e poi a seccare. L’azione parassitaria del ragnetto rosso si manifesta con punteggiature e scolorimenti, che possono anche non esere limitati e diffusi su tutta la pianta, e possono conferire un aspetto “bronzato” a foglie e fusti e, nel caso di forti infestazioni, rallentare o bloccare la vegetazione. Le parti colpite possono inoltre andare incontro a suberificazioni e

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coltivazione, rimedi naturali

Aphis nerii su Hoya

L’afide giallo infesta una delle mie hoya!

L'aphis nerii è un insetto giallo che deposita sulla pianta la melata che provoca la fumaggine e un prelievo di linfa che provocano la deformazione della parte interessata.
L’afide su un germoglio di foglie

Stamattina, dopo l’abituale annaffiatura delle mie hoya, mi sono accorto che su una di esse sono iniziati a comparire tanti di questi minuscoli insetti gialli, conosciuti meglio con il nome di aphis nerii.

Da una ricerca su Internet, ho letto che si tratta di un afide che deposita sulla pianta la melata che causa fumaggine e deformazione dei rami della pianta stessa.

Gli afidi colpiscono sia specie le legnose e arbustive che quelle erbacee. Le piante erbacee sono, però, degli ospiti secondari, perché le specie preferite dagli afidi sono proprio quelle arboree e con corteccia legnosa.
Particolare di una colonia di aphis neii

Aggiornamento del 1° Giugno 2014:

Ho nebulizzando per due-tre giorni con acqua e sapone di Marsiglia, durante le ore meno calde e più volte al giorno, facendo attenzione a bagnare tutte le foglie ed anche il retro di esse dove spesso si annida questo afide.
Stamattina finalmente ho notato che gli afidi son quasi spariti… eccovi le foto:

Hoya è un genere di piante della famiglia delle Asclepiadaceae (Apocynaceae[1] secondo la classificazione APG), comprendente circa 200 specie differenti, diffuse nel sud est dell'Asia, in Australia ed in Polinesia[2]. Per la gran parte sono rampicanti, ma alcune si presentano con l'aspetto di arbusti, altre sono striscianti. Furono classificate dal botanico Robert Brown[2] che le chiamò così in onore dell'amico Thomas Hoy, capo giardiniere del duca di Northumberland, nel XVIII secolo.  In Italia, e in particolare nel Mezzogiorno, la Hoya carnosa è nota anche con il nome colloquiale di Fiore di cera.
Particolare di un germoglio
In genere le Hoya sono piante poco esigenti. I fusti si abbarbicano al supporto loro fornito e possono raggiungere la lunghezza eccezionale di 10 metri. Producono fiori stellati e dalla consistenza cerosa di circa 1 cm di diametro. Formano grappoli di 15-20 fiorellini di lunga durata che spesso si protrae per tutta la stagione estiva. Le tonalità variano dal rosa al giallo. Sovente sono molto profumati e ricchi di nettare.
Quel che rimane dell’afide dopo il trattamento con sapone di marsiglia.

Gli afidi

Gli afidi sono tra i parassiti più temuti del mondo vegetale.
Si tratta di una specie di insetti appartenenti alla famiglia delle Aphidoidea e al genere Rhynchota.
La loro pericolosità deriva dal fatto che le femmine di questi insetti hanno un’elevata capacità di riproduzione unita ad una differenziazione riproduttiva e morfologica (polimorfismo) che consente l’adattamento delle nuove generazioni anche a condizioni ambientali avverse.
Questi parassiti possono nutrirsi di una sola specie o di più specie vegetali, ma possono anche attaccare solo specifiche parti della stessa pianta o parti diverse. 

In questo articolo, troverete informazioni più dettagliate su questo tipo di parassiti.

 

Buona coltivazione! 🙂

 

 

fioriture

Trichocereus: fiori dai tanti colori!

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“Trichocereus – Pianta della famiglia delle Cactacee. Il suo nome deriva dal greco “trichòs” (pelo) e da “cereus”. Pianta originaria dell’America meridionale, di forma tubolare con ramificazioni o polloni alla base, ha spine areolari corte e fitte e pelose, poste sulle costonature; i suoi fiori, che generalmente fiorisco di notte, sono di colore bianco. Se ne possono contare almeno 40 specie (il genereTrichocereus è stato ora incluso nel genere Echinopsis).

La loro coltivazione richiede terreno molto poroso e drenante composto di terra concimata e da almeno una sesta parte di sabbia. Vanno poste in vasi non molto grandi e il suo rinvaso dovrà avvenire almeno ogni tre anni. Le innaffiature devono essere fatte solo quando la terra si presenta asciutta; la sua posizione richiede pieno sole e luce; in inverno andranno esposte a una temperatura che non sia inferiore ai 4 °C e le innaffiature sospese del tutto.

La riproduzione avviene per seme su di un terriccio misto…

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coltivazione

Seminare le cactacee

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Il substrato adatto alla semina

La composizione del substrato giusto per la semina delle piante succulenti è molto importante per una buona crescita delle plantule. Substrato per piante grasse

Per la semina delle piante succulente preferisco utilizzare un terriccio prevalentemente minerale povero di materia organica e ricco quindi di materiali inerti quali: pomice, lapillo, pozzolana in pezzatura media-piccola (2-3 mm).
Come base per la maggior parte delle piante può essere utilizzato il terriccio per le cactaceae. Questo tipo di terriccio ha il pregio di essere meno soggetto a marciumi e muffe che tendono a svilupparsi negli ambienti umidi e che sviluppandosi  troppo velocemente potrebbero compromettere la crescita delle giovani plantule.
In altri forum di piante grasse, alcuni consigliano un substrato così composto: 40% sabbia di granulometria media, 30% di torba fine, 10% vermiculite, 10% pomice, perlite o silice e 10% terra da giardino.
Personalmente, per quanto riguarda i materiali inerti, mi son sempre limitato a utilizzare la pomice, il lapillo e la pozzolana ed in più…

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coltivazione, innesti

Il portainnesto ideale

I vari portainnesto da usare per le piante grasse: vantaggi e svantaggi

 

 

 

 

Myrtillocactus geometricans

E’ in assoluto il portainnesto più utilizzato e più comune da trovare.
Io ho iniziato i miei primi innesti proprio con delle talee radicate di myrtillocactus o qualche piantina seminata due-tre anni prima.
Crescono molto velocemente ed è un portainnesto ideale per semenzali di circa 5-6 mesi di vita.
E’ una pianta che non deforma molto la marza ma, ho notato, che soffre molto il freddo ed ho avuto anche qualche esperienza negativa con l’estremo caldo… nel senso che possono soffrire le giornate calde d’estate se lasciati in una serra con poca areazione.

Harrisa jubertii

Questo è stato il terzo tipo di portainnesto che ho iniziato ad usare, dopo le pereskiopsis.
Ho notato che rispetto ai myrtillocactus sono più resistenti al freddo e ultimamente li sto preferendo ai primi.
Ho visto anche che non penetra molto all’interno della marza, per cui è ideale se si pensa di riaffrancare la marza successivamente.

Hylocereus undatus

E’ una pianta molto utilizzata in Giappone, Thailandia.
Rispetto ai primi due portainnesto, è una pianta molto vigorosa e per questo da uno stimolo di crescita non indifferente alla marza che quindi, molte volte, cresce velocemente e pollona.
Ha però il difetto di penetrare molto all’interno della marza, per cui la riaffrancatura è più difficile.
Personalmente, non ho ancora avuto modo di usare questa pianta.

Opuntia compressa

E’ una pianta utilizzata molto raramente per gli innesti.
All’inizio ho provato anch’io ad usarla per semenzali di 4-5 settimane di vita, con scarsi successi.

Pereskiopsis

Pianta molto utilizzata per l’innesto di piccoli semenzali, anche di qualche giorno.
Permette di vedere subito le caratteristiche della pianta (specie se è una cultivar) ed in molti casi porta la marza già in fioritura dopo 12-18 mesi dall’innesto.
Soffre un po’ il freddo e, personalmente, durante le giornate invernali più calde continuo ad innaffiarle (in genere una volta al mese).
A causa delle ridotte dimensioni del fusto, la marza innestata su pereskiopsis deve poi essere reinnestata su un altro portainnesto più vigoroso.

Ferocactus glaucescens

Ho visto usare questa pianta per effettuare portainnesto bassi, per esempio per gli ariocarpus.
E’ molto utilizzata la varietà “inermis”, cioè senza spine.
Resiste molto bene alle basse temperature.