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La propagazione da pollone

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Come moltiplicare le nostre piante grasse utilizzando i polloni

Una tecnica di moltiplicazione molto usata, soprattutto per la riproduzione delle piante grasse, è la divisione per polloni basali, un metodo molto semplice e con ottime probabilità di attecchimento; può essere effettuata in qualsiasi periodo dell’anno, anche se la primavera è il momento migliore. Con la divisione per polloni si ottengono piante uguali a quella madre, ovvero con lo stesso patrimonio genetico.“Con il termine botanico pollone si indica quella parte di una pianta sotto forma di ramo che si sviluppa direttamente sul tronco o ai piedi dell’albero, a volte anche direttamente dalla radice.
I polloni si possono inoltre formare anche dalle cicatrici di un ramo tagliato e vengono usati in giardinaggio e dai floricoltori per la riproduzione delle piante tramite talea o per rinnovare le piante depurandole dalla loro eccessiva crescita.
La moltiplicazione per polloni è una tecnica largamente utilizzata, in quanto permette di ottenere piante adulte in un tempo minore che da seme. In certi casi i polloni hanno radici proprie, quando sono ancora attaccati alla pianta madre e questo velocizza ulteriormente i tempi di moltiplicazione. Inoltre moltiplicando una pianta tramite polloni si otterranno esemplari uguali alla pianta madre, con lo stesso patrimonio genetico.” [tratto da Wikipedia]

Polloni basali
Moltissime piante succulente, quando arrivano ad una certa grandezza, iniziano a produrre numerosi polloni alla loro base… in questo caso parliamo di polloni basali. Si tratta di vere e propri “getti laterali” che crescono sulla parte bassa della pianta stessa e le conferiscono un aspetto cespitoso.

Questi getti basali laterali possono essere facilmente staccati dalla pianta madre e, dopo aver atteso qualche giorno (meglio se una settimana) per la formazione del callo cicatriziale, possono essere messi a radicare: le probabilità di attecchimento sono molto alte. Molto spesso i polloni basali sviluppano delle radici proprie già quando sono ancora attaccati alla pianta madre: il getto, in questo caso, è già praticamente autosufficiente e può essere messo a dimora fin da subito, avendo cura di evitare le annaffiature nei primi giorni.

Polloni aerei
In altri casi, alcune piante grasse, emettono polloni nella parte alta del fusto, molto spesso in corrispondenza di un apice tagliato, secco o raggrinzito. Questi polloni, in modo del tutto analogo al caso precedente, possono essere staccati con cura dalla pianta madre e posti a radicare. La produzione di polloni aerei è anche una tecnica utilizzata da molti vivaisti per ottenere nuovi esemplari: se una pianta cresce in modo stentato e non produce rami, il taglio dell’apice la stimola a produrre polloni aerei che, una volta raggiunta una certa dimensione, possono essere staccati e messi a dimora come nuove piante.

Come si procede?
Il procedimento è molto semplice e non ci sono quindi particolari accortezze da adottare, sia nel distacco dei polloni dalla pianta madre che nel successivo interramento.
Una buona regola è quella di utilizzare sempre una lama ben affilata e sterilizzata per il distacco dei polloni, facendo sempre attenzione a lasciare il tempo necessario affinché il taglio si cicatrizzi.

Buona coltivazione! 🙂

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