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La concimazione delle piante grasse

Come scegliere il concime più adatto?

La concimazione delle piante grasse è una delle attività importanti per una buona e sana crescita.Le piante grasse, come tutte le piante, hanno bisogno di diversi elementi nutritivi che normalmente prendono dal substrato di cultura ed assorbito grazie all’umidità dello stesso. Alcuni di questi elementi devono essere presenti in quantità rilevanti come azoto, fosforo, potassio, mentre altri sono sufficienti in minori o minime quantità come calcio, ferro, manganese, zinco, rame, ecc…

concimi sono quelle sostanze di varia origine che permettono di fornire alle piante gli elementi chimici necessari per il loro ciclo vegetativo o produttivo.

I macroelementi, sono:

  • azoto (indicato con il simbolo N): è l’elemento più importante e fondamentale per ogni pianta in quanto influisce sullo sviluppo totale, da alle foglie un bel colore verde intenso, favorisce la germogliazione, la nascita di nuove ramificazioni o più semplicemente la crescita. L’eccesso di azoto provoca però un abnorme sviluppo della parte aerea della pianta a scapito delle radici, una facilità all’eziolatura della pianta con germogli molto teneri e poco robusti, un maggiore suscettibilità della pianta ad attacchi fungini e di afidi.
  • fosforo  (indicato con il simbolo P): è l’elemento che aiuta la pianta nella fioritura e durante la maturazione del frutto.
  • potassio (indicato con il simbolo K): è l’elemento molto importante nella fase di fioritura ed in quella di sviluppo dei frutti e possiede anche la caratteristica di poter accentuare il colore dei fiori.

Altri elementi che devono essere presenti a seconda della pianta sono:

  • calcio (indicato con il simbolo Ca); magnesio (indicato con il simbolo Mg); zolfo e cloro.

Di solito i concimi commerciali riportano sulla confezione le percentuali di azoto, fosforo e potassio che contengono. I valori dei tre elementi principali appaiono sempre nello stesso ordine riferendosi, il primo all’azoto (N); il secondo al fosforo (P) e al terzo al potassio (K).
Il rapporto in cui si trovano tra di loro questi elementi è espresso nella formula 
N-P-K; ad esempio: N=32% P=8% K=16% : NPK = 4-1-2: in questo caso il concime sarà in prevalenza azotato.

La combinazione di elementi nel concime ideale per le piante succulenti è formata da tre elementi: potassio, azoto e fosforo.Le piante succulente, come del resto tutte le altre piante, devono essere concimate durante la fase di sviluppo vegetativo.
Il contenuto di azoto del concime da utilizzarsi dovrà essere basso.
ll concime ideale per le piante grasse prevede una percentuale più alta di fosforo e potassio ed invece una percentuale più bassa di azoto.

Di seguito alcune regole generali da rispettare:

  • la fertilizzazione va effettuata nei periodi di maggior sviluppo della pianta (primavera-estate) riducendola o sospendendola nei mesi più caldi di luglio e agosto;
  • la fertilizzazione di norma non va effettuata nei periodi invernali (di riposo vegetativo);
  • è meglio una fertilizzazione frequente, ma poco abbondante, piuttosto che sporadica e consistente;
  • è preferibile ricorrere ad un fertilizzante con il rapporto simile a: 1 di azoto (N), 2 di fosforo (P), 4 di potassio (K).
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Gli ibridi e le cultivar

Ibridi e cultivar: qual’è la differenza?

Un ibrido è un incrocio di una pianta con specie differenti finalizzata ad ottenere una nuova varietà  con caratteristiche migliori o quantomeno diverse rispetto a quelle di partenza (es. fiori più grandi o con sfumature e colore diverso, maggiore resistenza alle malattie, nuovi disegni… vedi in particolare la specie degli astrophytum ecc.).
Un ibrido è quindi una pianta ottenuta incrociando i gameti di due genitori diversi.
Se incrociamo due varietà di una stessa specie, otterrò una pianta che verrà identificata con il nome cosi formato: Genere specie var. madre x var. padre.
Se invece incrociamo due specie diverse, si otterrà:
Genere specie madre x specie padre.

Nella descizione della pianta ottenuta si indica quindi per primo il nome della pianta “madre” e per secondo il nome della pianta “padre”.

Si parla invece di cultivar quando abbiamo un gruppo di piante coltivate che hanno determinate caratteristiche selezionate dall’uomo e derivanti da diverse cause (da mutazione genetica, da una ibridazione, da un innesto, da una clonazione.)
Il nome delle cultivar viene indicato fra virgolette singole e con l’iniziale maiuscola.

Un altro esempio sono poi le ibridazioni tra i vari sottogeneri, come per esempio nel caso degli astrophytum, dove i nomi assumono questa regola (indicando sempre prima la pianta madre e poi la pianta padre):
COAS = Astrophytum coahuilense X Astrophytum Asterias
CAPAS = Astrophytum capricorne X Astrophytum Asterias
…e così via…

fioriture, impollinazione

Astrophytum: le cultivar giapponesi

Giapponesi… maestri delle cultivar

I giapponesi son considerati ormai i maestri nelle ibridazioni e nella creazione di nuove cultivar selezionate.
La specie degli astrophytum, ma anche gli ariocarpus non son da meno, conta oggi numerose cultivar dalle forme più strabilianti e rare.
C’è anche da dire che tutti gli astrophytum si prestano molto bene ad essere impollinati tra di loro, non è infatti assolutamente difficile fare delle impollinazioni incrociate anche solo partendo dalle specie comuni.

Nel mio caso, partendo proprio dalle impollinazioni tra specie conosciute, ho ottenuto degli ibridi di astrophytum molto carini ed alcuni anche variegati.

Vi presento quindi una piccola carrellata di alcuni miei astrophytum…

Questa è una variante molto puntinata del normale asterias superkabuto. Viene chiamato snow-white
Asterias superkabuto “snow white”

Il “superkabuto” è la cultivar più nota della specie Asterias ed è caratterizzata da puntini in rilievo sul corpo particolarmente abbondanti e ampli, tali da dare a tutta la pianta un aspetto bianco lanuginoso.

L'onzuka è una cultivar di astrophytum che prende il nome dalla omonima famiglia giapponese.
Astrophytum myriostigma cv.Onzuka

Le origini dell’Astrophytum myriostigma cv. Onzuka risalgono al 1970 quando il signor Tsutomu Onzuka incrociò un Astrophytum myriostigma tricostato con un A. myriostigma var. nudum e ripetendo gli incroci tra le progenie di A. tricostati e myriostigma quadricostati var. nudum.

Il risultato finale, che oggi possiamo ammirare sotto le più svariate forme e disegni, fu quello di ottenere una pianta ricoperta da una trama fittissima di spot.

Per informazioni più complete sulle cultivar degli astrophytum, consultate la pagina di Astrophytum cultivars.

La pianta che invece vedete di seguito è un ibrido tra un Fukuryu ed un Ornatum Hannya:

Ibrido interessante tra il fukuryu e l'ornatum hannya. Presenta un bel disegno e delle spine che richiamano la specie ornatum.
Fukuryu X Ornatum cv.Hannya
Questa è una cultivar di origine ornatum dal nome hannya
Astrophytum ornatum cv.Hannya
Cultivar giapponese particolarmente puntinata
Astrophytum myriostigma cv.Hakuun