semina

Consigli sulla semina delle piante grasse

Visto l’enorme interesse per l’argomento semina, scrivo questo articolo sui miei consigli per una buona semina.
Questo articolo non vuole essere una guida ma semplicemente vi do qualche consiglio in base alle mie esperienze ed insuccessi passati.

Eccovi quindi un elenco di domande che spero possa risolvere i vostri dubbi:

1. Come faccio a capire se i semi sono di buona qualità?

Le temperature minime influiscono molto sulla germinabilità dei semi delle nostre piante grasse e succulente. Le temperature minime ideali per una buona riuscita della semina non dovrebbero mai essere inferiori ai 12-15 gradi.
Lithops Liesliei C153

Innanzitutto, come è facilmente intuibile, i semi dovrebbero essere freschi e pieni… ed a questo punto mi direte: “come si fa a capire se sono freschi e pieni?”.
Secondo la mia esperienza, potete adottare un metodo semplice per capirlo che consiste nel prendere un bicchiere di plastica riempito d’acqua e metterci i semi.
Lasciando i semi in “ammollo” almeno per un paio d’orette, vedremo che alcuni di essi vanno sul fondo del bicchiere mentre altri potrebbero restare “a galla”… bene! …i semi sul fondo sono buoni per la semina, gli altri vanno scartati.
Mi rendo conto che è un’operazione facile con semi di un certo diametro (come per esempio quelli degli Astrophytum) ma per altre specie (come Mammillaria, Lithops ecc) è un’operazione molto difficile.

Ovviamente, se vedete che alcuni semi hanno solo l’involucro esterno (endosperma), vuol dire che sono semi vuoti quindi potete scartarli subito.

2. Qual’è il periodo migliore per la semina?

Il terriccio o substrato ideale per la semina delle piante grasse deve essere costituito per la metà da terriccio per cactacee e l'altra metà da materiale inerte quale pomice, lapillo e vermiculite.
Lithops marmorata C58

La prima cosa che vi deve essere chiara è se volete seminare all’esterno, oppure in un germinatoio.

Per seminare all’esterno bisogna aspettare che ci sia una buona luce, che la temperatura sia sufficiente (che non scenda sotto i 12-15 °C), e che assolutamente non ci siano più gelate, quindi il periodo migliore è Aprile-Maggio così che le piantine arrivino già abbastanza cresciute a fine ottobre, quando inizia a fare freddo, a questo punto bisognerà comunque proteggerle in serra, che le protegga dalla pioggia e dalle temperature invernali eccessivamente basse.

Per seminare in germinatoio, o più in generale con luce artificiale, invece, si può seminare quando si vuole.
Di solito, semino nel periodo Novembre-Gennaio in modo che le semine diventino già ben cresciute quando inizia la nuova stagione e possono quindi essere spostate all’aperto senza particolari problemi.
Ovviamente, in questo caso, bisogna sempre controllare che le temperature minime non scendano sotto i 15° C e che l’esposizione alla luce diretta delle semine sia sempre graduale (per evitare il rischio di scottature).

Poi sta un po’ a voi regolarvi in base al clima della zona in cui abitate.

3. Dove seminare?

Per la semina delle nostre amate piante grasse e succulente si possono utilizzare sia vasi di plastica quadrati che vaschette di plastica, basta che non siano trasparenti e che vengano poi chiusi all'interno di sacchetti di plastica trasparente per mantenere l'umidità ideale per la germinazione dei semi e la crescita delle plantule.
Alcuni vasi e piccole vaschette usate per la semina.

Principalmente utilizzo i vasetti di plastica quadrati neri chiusi in un sacchetto di plastica trasparente, quando i semi di quella specie sono pochi (10-20 semi); mentre quando ho molti semi della stessa specie o voglio fare una semina mix, utilizzo delle vaschette di plastica chiuse molto bene con della pellicola trasparente.

Non ho notato significative differenze di germinabilità dei semi con i due metodi… sono bene o male tutti e due equivalenti e del resto, la germinabilità viene influenzata anche da altri fattori come il terriccio utilizzato, la temperatura, la luce ecc.

4. Qual’è il terriccio ideale?

Per rispondere a questa domanda, leggete questo mio articolo.

5. Come si semina?

E' buona norma sterilizzare il terriccio usato per la semina o immergerlo in acqua con stimolante 66F e fungicida Previcur in forma liquida.
Terriccio per la semina delle cactacee.

Preparato il terriccio, si procede con la semina nei contenitori preferibilmente già sterilizzati o lavati con varechina.
Generalmente seguo tre regole molto semplici:

  • la profondità del seme nel terriccio è pari al suo diametro (per intenderci, con semi quali Astrophytum, la profondità sarà all’incirca di 2-3 mm; con semi di Mammillaria o Lithops, i semi saranno adagiati in superficie);
  • dopo aver disposto i semi, faccio una pressione sulla superficie per compattare un po’ il terriccio;
  • bagno i semi ed il terriccio per immersione, mai quindi dall’alto.

I vasi ottenuti vengono quindi bagnati per immersione in una soluzione di acqua tiepida, con alcune gocce di stimolante 66F (all’incirca 1-2 gocce per 1 litro d’acqua) ed un po’ di fungicida Previcur, in forma liquida (generalmente mi regolo con un cucchiaino da caffè per 1 litro d’acqua).
Lascio in “ammollo” i vasetti o le vaschette di semina fino a quando non vedo comparire l’acqua sulla superficie del terriccio. A questo punto, tolgo e scolo l’acqua in eccesso e chiudo tutte le semine all’interno dei sacchetti di plastica trasparenti.

In questo modo, le semine non vanno toccate almeno per la prima settimana.
Generalmente tolgo il sacchetto di plastica, solo ed esclusivamente quando vedo comparire le prime spinette sulle plantule seminate.

Spero che questo articolo, possa aver tolto qualche vostro dubbio sulla semina… se volete, fate pure altre domande.

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Buona semina! 🙂

rimedi naturali

Lotta biologica: come curare le cactacee

Alcuni insetti predatori sono efficaci nell'eliminazione dei parassiti sulle piante grasse e succulente quali afidi, ragnetto rosse, cocciniglie cotonose. Insetti utili per la lotta biologica che si possono anche acquistare online per una coltivazione naturale.
Adalia bipunctata

“La lotta biologica è una tecnica che sfrutta i rapporti di antagonismo fra gli organismi viventi per contenere le popolazioni di quelli dannosi. Questa tecnica si è evoluta a fini agronomici e in genere si applica in campo agroalimentare per la difesa delle colture e delle derrate alimentari, ma per estensione si può applicare in ogni contesto che richieda il controllo della dinamica di popolazione di un qualsiasi organismo.” [fonte: Wikipedia]

 

Gli insetti utili per eliminare i parassiti delle nostre piante grasse

  • Adalia bipuncata: predatore di afidi
    E’ una coccinella tipica dei nostri habitat, che si nutre attivamente delle principali specie di afidi presenti sulle piante arboree, arbustive ed erbacee. Questo predatore è impiegato soprattutto allo stadio di larva, su piante ornamentali, frutticole ed ortaggi, con interventi localizzati nei focolai di infestazione, ed anche in combinazione con altri ausiliari.
  • Cryptolaemus montrouzieri: predatore di cocciniglie cotonose
    E’ un coccinellide predatore di numerose specie di cocciniglie cotonose, utilizzato da molto tempo in tutto il mondo nei programmi di difesa integrata degli agrumi e di piante ornamentali. Gli adulti devono essere distribuiti il più possibile vicino ai punti di infestazione delle cocciniglie, così da avere un rapido contatto con le prede.
  • Nephus includens: predatore di cocciniglie cotonose
    E’ una piccola coccinella efficace predatrice di cocciniglie cotonose, lunga appena un paio di millimetri nello stadio adulto. E’ in grado di predare la maggioranza delle specie di cocciniglie cotonose presenti nei nostri habitat in un range termico molto ampio che copre l’intero periodo da aprile a novembre.
  • Phytoseiulus persimilis: predatore del ragnetto rosso
    La caratteristica di questo predatore è l’elevata capacità di ricerca e l’esplorazione di ampie superfici. Lo sviluppo in condizioni ottimali è anche più rapido di quello della sua preda.

Questi ed altri insetti utili per la lotta biologica, possono essere acquistati online su AgriEmporio.

In alternativa potete coltivare alcune piante che attirano questi insetti:
Tra le piante che attirano particolarmente le coccinelle troviamo il rafano, i cavolfiori ed i broccoli. Le coccinelle sarebbero attirate soprattutto dal loro aroma.
Esistono inoltre sia erbe aromatiche che fiori considerati particolarmente in grado di attirare le coccinelle e gli insetti predatori.
Tra i fiori che permetteranno di evitare l’impiego di pesticidi tossici, in quanto in grado di attirare gli insetti entomofagi (cioè che si nutrono di altri insetti), ci sono:

  • La calendula, in grado di attirare i sirfidi;
  • Il tarassaco, per le coccinelle;
  • gerani, che attirano gli insetti utili sia grazie ai loro colori che per il loro profumo;
  • Il fiordaliso, la cui presenza attira sirfidi e coccinelle.

Tra le piante e le erbe aromatiche, invece, abbiamo:

  • L’ortica, un vero e proprio antiparassitario naturale, utile contro gli afidi;
  • L’aglio, altro antiparassitario naturale che è possibile piantare a file all’interno dell’orto;
  • La salvia, che attira le api ed insetti utili nella lotta ai parassiti e per l’impollinazione;
  • Il timo, che attira i sirfidi.

Altre piante considerate utili a questo scopo, sono il finocchio, l’aneto, il millefoglio, l’angelica.

Spero che questo articolo vi sia stato utile… buona coltivazione! 🙂

 

rimedi naturali

Rimedi naturali anti-lumache

Come eliminare in modo naturale le lumache dalla nostra collezione

Le lumache sono la causa di morsi alle piante succulente. Esistono molti rimedi naturali per combatterle e tenerle lontane dalla nostra collezione di piante grasse, senza ricorrere per forza a rimedi chimici come i lumachicidi.
Lithops mangiucchiati dalle lumache

Puntualmente, nella stagione invernale e soprattutto quando iniziano le giornate piovose, ho il problema delle lumache nella mia piccola serra che abitualmente si divertono a mangiucchiare e “slumacare” le mie piante grasse.
Il “bello” è che fanno pure una scelta su quali piante andare a toccare: tutte giovani piante o innesti fatti la primavera prima o, peggio ancora, giovani plantule e semenzali di appena un anno.

Non ho nulla contro le lumache ma, soprattutto nel caso dei semenzali, dopo aver fatto tanto per seminarli e crescerli senza far sorgere muffe e quant’altro… sinceramente le lumache non ci vogliono proprio!

Girovagando un po’ sui vari forum, ho trovato diversi metodi per allontanare in modo naturale le lumache.
Per ora, quello che ho trovato più infallibile e più comodo da fare è stato quello dei bicchieri di plastica da caffè riempiti con della birra di qualsiasi tipo.
Durante la sera, ho quindi posizionato questi bicchieri vicino alle piante colpite all’interno della serra e l’indomani mattina, ho trovato diverse lumache.

Le lumache sentono l’odore della birra e ne vanno molto ghiotte, si infilano nei bicchieri per andare a bere ma, muoiono perché la birra per loro è tossica. Problema risolto!

Altri rimedi naturali

Ho trovato anche altri rimedi naturali anti-lumaca, che però ancora non ho sperimentato:

  1. cenere di legna: senza i carboni, va posizionata attorno alle piante colpite formando un cerchio… in questo modo le lumache non si avvicinano e rimangono lontane dalla pianta;
  2. gusci uova sode, gusci di noci tritati: ostacolano il passaggio delle lumache e sembra sia una soluzione adatta per chi ha un giardino o coltiva le piante succulente in piena terra;
  3. segatura o fondi di caffè: sono sostanze odiate dalle lumache per la consistenza polverosa, granulosa o pungente, in questo modo staranno alla larga dai vostri cactus… tenete conto che sono rimedi da rinnovare ogni volta dopo le piogge forti;
  4. crusca: messa in contenitori di plastica e posizionati con il bordo a filo del terreno… anche in questo caso le lumache, ghiotte di crusca, entrano ma non riescono a uscire e il giorno dopo le potete prendere ed allontanarle dall’area colpita.

Perché non usare i prodotti chimici?

Ovviamente in commercio si trovano diversi prodotti di origine chimica, che oltre a uccidere le lumache, finiscono per essere assorbiti dalla pianta stessa.
Ad esempio, i lumachicidi a base di Metaldeide, in tutte le forme, sono altamente tossici e pericolosi non solo per le lumachine, ma anche per gli uccellini, i gatti e i cani.
Nella sua preparazione viene aggiunta della melassa per renderlo molto appetibile per gli animali, il che non attira solo le chiocciole ma anche gli animali domestici, che possono morirne.
Attenzione che bastano pochi grammi di Metaldeide per provocare la morte di un cane di piccola taglia!
I lumachicidi oltretutto sono tossici anche per gli insetti utili come le coccinelle!

Il mio consiglio è quindi quello di ricorrere ai rimedi naturali!

Buona coltivazione! 🙂

reportage

Rinvaso di un astrophytum

Questa pianta grassa aveva proprio bisogno di un bel rinvaso!

Spluciando tra le varie cartelle di foto nel mio vecchio hard-disk, ho trovato la foto scattata nel 2007 di un astrophytum ornatum, coltivato in comune terra da giardino.
Direi che la pianta era proprio messa male!

Le piante grasse devono essere rinvasare periodicamente, altrimenti la pianta arresta la crescita perché non trova più nel substrato tutti i microelementi necessari. Oltretutto questa cactacea era ormai da diversi anni in questo vaso in comune terra da giardino.
Astrophytum ornatum prima del rinvaso

Mi sono armato di “buona volontà” ed ho iniziato a svasare la pianta, a pulire bene le radici come avevo fatto pochi mesi prima per il mio echinocactus grusonii.

Nella primavera dell’anno dopo, la pianta si presentava decisamente meglio ed ha anche fiorito!

Le piante coltivate nel giusto substrato, composto da inerti quali pomice lapillo vermiculite perlite pozzolana, cresce rigogliosa e regala splendide e copiose fioriture.
Astrophytum ornatum dopo 1 anno dal rinvaso.
La fioritura della pianta grassa è sempre indice di corretta coltivazione, terriccio ideale, concimazione efficace, esposizione giusta. Tutti fattori che fanno fiorire le nostre piante grasse e succulenti molto volentieri e ripetutamente durante la stagione vegetativa.
Particolare della fioritura

Il terriccio che ho usato è sempre misto: circa 40% terriccio per cactacee, 50% materiale inerte come pomice, lapillo (granulometria 3-5 mm) e la restante parte di terriccio comune da giardino.

P.S.: Se non l’avete ancora fatto, vi consiglio di leggere anche questo mio articolo sulle regole per rinvasare le vostre piante succulente.

Ad oggi, la pianta è ben cresciuta e si presenta così:

l rinvaso è fondamentale perché la pianta esaurisce le scorte di sali minerali ed elementi nutritivi, presenti nel terriccio. leggi ancora su: Rinvaso piante grasse - Giardino - Piante Grasse http://www.giardinaggio.net/giardino/piante-grasse/rinvaso-piante-grasse.asp#ixzz2rPY7uPNl

Il rinvaso o travaso delle piante grasse e succulenti è una tecnica molto semplice che con le opportune accortezze evita di pungersi, e permette una buona crescita della pianta.

Buona coltivazione! 🙂

innesti

Innestare i cactus su pereskiopsis

La pereskiopsis, nelle sue due varietà più comuni come la porteri e la spathulata, sono i portainnesti ideali per le giovani plantule cactacee anche di poche settimane di crescita.
Pereskiopsis ideale come portainnesto

La pereskiopsis
Questa pianta, conosciuta soprattutto perché utilizzata come portainnesto, presenta un fusto cilindrico che si ramifica fino a raggiungere persino un’altezza di circa 2 metri. Le sue foglie sono persistenti, carnose e piatte ed ha areole composte di spine e peli.
È un genere intermedio tra la Pereskia, appunto, e la Opuntia.
Le varietà più conosciute ed utilizzate, per gli innesti delle cactacee, sono prevalentemente due: la porteri, originaria della bassa California (fiori gialli); e la spathulata, originaria del Messico (fiori rossi).

L’innesto per sovrapposizione con le giovani plantule

La pereskiopsis viene utilizzata spesso per innestare:

  • giovani semine (addirittura in alcuni casi, per plantule di appena una settimana),
  • generi a crescita lentissima (aztekium, ariocarpus ecc),
  • migliorare la sopravvivenza di semenzali con poca clorofilla (nel caso degli ibridi o cultivar di astrophytum, ariocarpus ecc),
  • avere un’anteprima dei risultati che avremo con le semine e quindi accelerare la crescita e lo sviluppo di particolari cultivar.
L'innesto di giovani plantule cactacee su pereskiopsis favorisce la rapida crescita di specie molto difficili, ibridi o cultivar. In alcuni casi si possono ottenere anche delle belle mostruosità e piante crestate.
Astrophytum myriostigma cv. onzuka (forma mostruosa) di 3 mesi.

Da dove inizio?

  • Partendo dal presupposto che avete già almeno una o più piante madri di pereskiopsis, dovete innanzitutto tagliare delle talee lunghe 10 cm circa, che abbiamo un diametro del fusto di 4-5 mm;
  • mettete a radicare le marze così ottenute… se volete velocizzare questa operazione, in genere io le metto a bagno in un bicchierino di plastica con acqua… dopo circa 1 settimana hanno già qualche radice e possono essere rinvasate in terra;
  • annaffiate la marza sempre due-tre giorni prima dell’innesto… le pereskiopsis infatti, tendono a produrre molta linfa specie se il semenzale non attecchisce,
  • utilizzare giovani semenzali… in genere plantule che vanno da 2-3 giorni ad un massimo di 2-3 settimane vanno più che bene

Importante: non abbiate fretta! …ricordatevi che per fare ottimi innesti, oltre che avere una certa dimestichezza (e quella arriverà con il tempo) le piante, sia marza che portainnesto, devono essere in ottima salute e quindi in piena vegetazione.

Le piante innestate su pereskiopsis hanno una rapida crescita e molte volte queste piante grasse ci regalano splendide fioriture o una miriade di polloni.
Sulcorebutia rauschii di 3 mesi

Quali materiali si usano?

  • Bisturi o lametta da barba (per intenderci, stile i vecchi rasoi della gillette): in questo caso, parlando di innesti di piccoli semenzali, non abbiamo bisogno di una sciabola o del coltello super-affilato da macellaio ma, avremo bisogno piuttosto di una piccola lama ben affilata, meglio se sterile o comunque disinfettata prima dell’uso;
  • Contenitore: dove sistemerete gli innesti appena effettuati in modo da poter mantenere l’atmosfera umida per almeno i primi 5-6 giorni… ciò favorisce l’attecchimento del semenzale;
  • Sacchetto di plastica trasparente: in alternativa al contenitore di prima.
La pereskiopsis permette di innestare giovani plantule in modo da accelerare la crescita specie se si tratta di ibridi o cultivar giapponesi, o ancora piante variegate.
Uebelmannia pectinifera: due giovani semenzali innestati sulla stessa pereskiopsis

Qual’è la tecnica corretta?

  • Effettuare il taglio del semenzale poco sopra la radice;
  • appoggiare in piano il semenzale sulla parte tagliata della pereskiopsis… in posizione decentrata perché i fasci della pereskiopsis (visibili ad occhio nudo) si trovano in prossimità dei bordi del fusto mentre i fasci del semenzale sono costituiti da una puntina centrale,
  • posizionato il semenzale, farlo ruotare in modo da far uscire bolle d’aria ed applicare una leggera pressione per circa un minuto,
  • sistemare la pianta appena innestata all’interno del sacchetto di plastica o del contenitore.

 

L'innesto di giovani plantule su pereskiopsis ci può regalare splendide e precoci fioriture, oltre che una crescita rapida e rigogliosa di alcune cultivar o ibridi che diversamente avrebbero una crescita molto lenta.
Fioritura di Ariocarpus kohschoubeyanus di un anno

Quali sono gli errori più comuni da evitare?

  • usare una lametta o bisturi sporco o già usato,
  • temperatura non idonea… in genere ho visto che la percentuale di attecchimento aumenta quando la temperatura minima non scende al di sotto dei 15° C,
  • taglio non netto e non in piano,
  • eccessiva pressione sul semenzale,
  • annaffiatura tardiva della pereskiopsis usata come portainnesto,
  • mancata aderenza del semenzale per presenza di bolle d’aria o per aver posizionato il semenzale fuori dai vasi linfatici del portainnesto,
  • poca umidità dopo l’innesto,
  • esposizione inadeguata… per esempio al sole o non riparata,
  • semenzali troppo cresciuti e quindi inadeguati alla pereskiopsis… per esempio con un diametro troppo largo rispetto al fusto del portainnesto,
  • usare attak o colle simili per far aderire meglio il semenzale: se il portainnesto è in piena vegetazione produce linfa a sufficienza per una buona adesione del semenzale.

Spero che questa guida vi sia stata utile… non esitate a contattarmi per ulteriori chiarimenti. 🙂

Attendo le foto dei vostri innesti…

Buona coltivazione!